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Kombucha: caratteristiche e benefici dell’antica bevanda

Molti popoli dell’estremo oriente lo definisce “elisir di lunga vita”. Ricco di benefici e dalla tradizione milleria, il kombucha è una bevanda famosa per le molteplici proprietà benefiche. Ma che cos’è esattamente? Scopriamo insieme le sue caratteristiche e come prepararla.

Che cos’è il kombucha

Affonda le sue radici più di mille anni fa nella regione della Manciuria, in estremo Oriente; da qualche anno è in voga in occidente, ormai anche reperibile in alcuni negozi specializzati in alimentazione naturale. Il kombucha è una bevanda frizzante – un fermentato che contiene tantissimi batteri e lieviti “amici” del nostro organismo.

Ha un colore intenso, ambrato e un sapore acidulo – simile al sidro di mele – ma in molti casi è reperibile anche in versioni aromatizzate. La fermentazione del kombucha avviene tramite la combinazione di zucchero e un insieme di batteri e lieviti che viene chiamata Scoby.

Kombucha scoby
Scoby – insieme di lieviti e batteri presenti nel Kombucha

Tante tantissime proprietà

Il kombucha è considerato da sempre una bevanda dai benefici portentosi, dalle virtù depurative e amico del sistema immunitario.

  • Ripristina ed riequilibra la flora batterica, grazie alla presenza di molteplici probiotici vivi che aiutano il regolare funzionamento dell’intestino. Viene inoltre consigliato l’utilizzo del kombucha a chi soffre di stipsi o diarrea.
  • Aiuta il processo di digestione
  • Porta miglioramenti al metabolismo e peso forma
  • Purifica e disintossica l’organismo
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Ha proprietà ringiovanenti grazie alla presenza di vitamina del gruppo B e C, enzimi, acido lattico e caffeina
  • Rafforza il sistema cardiocircolatorio e regola la pressione sanguigna
  • É un ottimo alleato per chi soffre di insonnia e di scompensi alla vista

Kombucha: come prepararlo a casa tua

É possibile preparare il kombucha anche a casa tua; ti occorrerà:

  • acqua
  • zucchero (meglio se di canna)
  • tè in foglia (preferisci tè neri o verdi, non aromatizzati)
  • scoby
  • starter (ingrediente base, non è altro che del kombucha di altra fermentazione, che ti aiuterà a far partire la fermentazione della tua bevanda fatta in casa)

La procedura per preparare il kombucha inizia con l’infusione delle foglie di tè (segui i tempi di infusione del tè che scegli di acquistare; ogni tè ha tempi di infusione differenti); successivamente filtralo, dolcifica con 100g di zucchero/litro e lascia raffreddare. Trasferisci il tè infuso e dolcificato in un contenitore a bocca larga e aggiungere lo starter e subito dopo lo scoby.

Kombucha a casa: il primo passaggio è infondere il tè
L’infusione del tè è il primo passaggio per creare il kombucha a casa tua

Copri il contenitore con un panno per far traspirare: questo passaggio sarà la prima parte della fermentazione. Fai fermentare per 10/15 giorni (il tempo scelto inciderà sull’acidità del kombucha e quindi sul suo gusto). Una volta passato il tempo di fermentazione puoi imbottigliare la tua bevanda e – volendo – lasciarla fermentare per un massimo di altre 48 ore: in questo modo diventerà frizzante.

fermentazione di kombucha
Vasetti con kombucha in fermentazione

Utilizzo

Il kombucha è una bevanda adatta a tutti, dagli anziani ai bambini… addirittura anche ai nostri amici animali! Non ci sono particolari indicazioni di consumo: come per ogni alimento, è consigliato un consumo bilanciato, senza esagerazioni. Tuttavia, molti consigliano di berlo a stomaco vuoto, prima dei pasti.

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Cibi Alcalini: cosa sono e quali mangiare

Cibi confezionati, grassi idrogenati, zuccheri e proteine animali sono per molti alla base della propria alimentazione. Secondo la dieta alcalina però, proprio questi alimenti tenderebbero ad avere una reazione acidificante sul corpo, aumentando il rischio di malattie infiammatorie e tumori per la nostra salute.

Ecco che entrando in gioco i cibi alcalini, capaci di riportare il ph ad un equilibrio perfetto per il nostro organismo. Ma cosa sono esattamente i cibi alcalini e quali sono? Scopriamolo qui sotto.

Cosa sono e che benefici hanno

I cibi alcalini sono quegli alimenti che non alterano il ph del sangue e dei nostri tessuti, mantenendo il corpo al valore di 7. Secondo gli esperti questi cibi apporterebbero numerosissimi benefici al nostro organismo: per molti, una dieta costituita da una prevalenza di cibi acidi porta ad una perdita dei minerali essenziali, come magnesio e calcio – elementi indispensabili per le nostre ossa. Infatti, i cibi alcalini eviterebbero l’insorgere di patologie infiammatorie, ad esempio artrite, osteoporosi, calcoli renali e fenomeni cancerogeni.

cibi alcalini
I cibi alcalini aiutano a prevenire l’insorgere di patologie infiammatorie come artrite e osteporosi

Cibi alcalini: quali sono?

La dieta alcalina prevede l’assunzione di circa l‘80% di cibi alcalinizzanti e il restante 20% di cibi acidificanti. Ma quali sono quindi gli alimenti alcalini?

  • Vegetali: fanno parte dei cibi alcalini la maggior parte dei vegetali, in particolar modo tutta la famiglia dei cavoli e broccoli e la verdura a foglia verde come spinaci, bietole e scarola e lattuga
  • Patate e altri tuberi: rape, carote, ravanelli e barbabietole hanno un effetto alcalinizzante sul nostro corpo. Gli esperti consigliano di mangiarle sia crude che cotte al vapore o bollite, condite con olio extravergine di oliva
  • Frutta e frutta essiccata: tutta la frutta fresca, soprattutto anguria, uva e mango
  • acque alcalinizzanti
  • spezie come il peperoncino di cayenna
cibi alcalini
I vegetali, in particolare cavoli, broccoli e verdure a foglia verde, sono i principali cibi alcalini

Secondo gli studi una dieta alcalina preferisce il consumo quotidiano di questi alimenti, a discapito di proteine animali come carne, pesce, latticini, uova e cibi poveri di fibre. Da abbinare agli alimenti alcalinizzanti sono consigliati i cereali integrali, facendo attenzione a seguire alcune associazioni alimentari come

  • cereali e frutta
  • verdura e proteine
  • semi e frutta
  • verdure e cereali

Il menù di Nutribees offre tantissime soluzioni e abbinamenti perfetti per la dieta alcalina, come la Buddha Bowl di grano saraceno e avocado: un concentrato di energia che abbina i cereali integrali a verdura e grassi buoni.

cibi alcalini
Buddha bowl di grano saraceno e avocado

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Dieta per gastrite: cosa mangiare e cosa evitare

Il tuo stomaco è debole e troppo sensibile? Soffri di un forte bruciore alla bocca dello stomaco, dolore e ti senti pienissimo subito dopo aver mangiato? Se hai tutte queste sensazioni, potresti probabilmente soffrire di gastrite. Ma che cos’è esattamente? Esiste una dieta per gastrite capace di calmare i suoi sintomi fastidiosi? In questo articolo facciamo un po’ di chiarezza su cosa è la gastrite, cosa è consigliato mangiare e cosa invece evitare.

Gastrite: che cos’è?

La gastrite è una infiammazione dello stomaco, che può essere acuta – se i sintomi compaiono improvvisamente – oppure cronica – se aumenta lentamente e continua più a lungo nel tempo. Tranquillo, non è un’infiammazione pericolosa; tuttavia, nella maggior parte dei casi, può essere molto fastidiosa e quindi causare malessere duraturo. Se inizi a soffrire di gastrite probabilmente il tuo stomaco è particolarmente debole. Ma quale può essere la causa?

Le cause della nascita della gastrite possono essere varie: l’abuso di alcuni farmaci, l’utilizzo regolare di antinfiammatori, infezioni batteriche, abuso di fumo, alcol e caffè, e addirittura il forte stress. La gastrite causa sintomi come inappetenza, forte reflusso, crampi addominali, alitosi e a talvolta anche vomito. Se questi sintomi persistono è sicuramente il caso di procedere con la cura dell’infiammazione, partendo soprattutto da una buona dieta per gastrite.

dieta per gastrite: evita l'uso di alcool  e fumo
L’abuso di alcool e fumo sono una delle cause più frequenti della gastrite

Dieta per gastrite: alcuni piccoli accorgimenti

Solitamente la gastrite viene curata – se non in casi specifici gravi – con una buona terapia alimentare. Bastano alcuni piccoli accorgimenti per migliorare lo stato del vostro stomaco e i sintomi fastidiosi:

  • Riduci al minimo lo stress
  • Mangia piano e mastica con cura
  • Fai piccoli pasti, in modo da non sentirti troppo pieno
  • Elimina alcuni elementi irritanti come il fumo, caffeina/teina, bevande energetiche e gassate, le spezie
  • Evita i cibi troppo processati e ricchi di sale
  • Riduci gli alimenti troppo ricchi di grassi, come alcune parti del maiale, gli insaccati, i formaggi troppo stagionati
  • Non consumare frutta troppo acidula
la frutta acidula non va inserita in una dieta per gastrite
La frutta acidula può peggiorare lo stato della tua gastrite

Ecco cosa è meglio mangiare

se si vuole seguire una dieta per la gastrite: prima di tutto soffermati sul metodo di cottura che sei abituato a seguire durante la preparazione dei tuoi pasti. Se sei un amante del fritto o delle preparazioni non troppo leggere, dimenticale per un po’. Sono infatti da prediligere in caso di gastrite acuta la cottura a vapore, l’uso della griglia/piastra, la cottura al forno e al cartoccio. Essendo la gastrite un’infiammazione delle pareti dello stomaco, cerca di prediligere alimenti antinfiammatori e probiotici.

Tra quelli antifiammatori i più famosi sono:

  • spinaci, cavoli, broccoli e tutta la verdura a foglia verde
  • il pesce azzurro, tra cui sardine, sgombro e salmone
  • frutta secca
  • olio extravergine di oliva

Tra quelli probiotici invece ci sono yogurt naturale, kefir, crauti, kombucha, tempeh e miso.

Una giornata tipo per una dieta da gastrite potrebbe essere: colazione con yogurt naturale/kefir e muesli alla frutta secca, pranzo e cena con del filetto di pesce azzurro o della carne magra, verdura a foglia verde e una fonte di carboidrati integrali, mentre per gli spuntini frutta non acidula e yogurt.

dieta per gastrite
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Rientro dalle vacanze: cosa mangiare per stare in forma

La spiaggia, la sveglia tardi e i tempi dilatati sono ormai un ricordo lontano. Con l’arrivo di settembre è tempo di rientro e del ritorno in ufficio o in smart working. Il rientro dalle vacanze può essere per molti drammatico, a causa delle levatacce all’alba, dei ritmi frenetici e delle spese per riempire il frigo con qualcosa di leggero e salutare. Perchè sì, sappiamo benissimo che ormai gli spritz al tramonto e le cene al ristorante devono fare spazio ad un’alimentazione più sana e leggera. Il gonfiore e (forse) qualche chilo di troppo si fa sentire: è quindi ora di tornare in forma dopo il rientro dalle vacanze. Ma come rimettersi in carreggiata senza troppo stress? In questo articolo cercheremo di darti dei consigli per tornare a mangiare sano dopo il rientro dalle ferie.

Alcuni consigli per lo stress da rientro

Prima di parlare di alimentazione, è giusto condividere qualche consiglio per evitare il classico e fastidioso stress da rientro. Secondo alcuni studi, gli italiani che soffrono di disturbi da rientro delle vacanze sono quasi 6 milioni. Stanchezza, mal di vacanza e spossatezza si ripercuotono sul nostro fisico, producendo sintomi come l’ansia, nervosismo e molto spesso l’insonnia. Cosa fare quindi per evitare ciò?

  • Cerca di organizzare il lavoro: diluisci il lavoro, poniti degli obiettivi giornalieri o settimanali per evitare di avere troppe cose da fare nell’immediato.
  • Iniziare a bomba sì.. ma fai qualche pausa: assicurati di fare 5 minuti di pausa ogni ora/ora e mezza.
  • Cerca di dormire almeno 7/8 ore a notte.
  • Fai movimento dopo le ore in ufficio o davanti al pc.
  • Fai pasti leggeri e ben bilanciati.
rientro dalle vacanze: dormi bene
Dormire bene aiuta a mantenere la concentrazione e le energie durante la tua giornata di lavoro. Cerca di riposare almeno 7/8 ore a notte

Rientro dalle vacanze: cosa mangiare per tornare in forma e stare leggeri

Durante le vacanze si segue un’alimentazione senza regole e restrizioni, per cui è molto facile tornare a casa con qualche chilo di troppo sulla bilancia. Non preoccuparti, non è niente di irrimediabile: per tornare in carreggiata e abbassare l’ago della bilancia bisogna seguire solo qualche piccolo e semplice accorgimento.

Gli errori da evitare

La voglia di far sparire gli effetti visibili di una dieta sregolata, possono farti ricadere in scelte estremamente sbagliate per la tua alimentazione.

  • Non incappare in diete drastiche o giorni di detox assoluto: ti porterebbero solo a debilitare il tuo organismo, che abbisogna invece di energia per ricominciare con il lavoro e la routine quotidiana.
  • No al digiuno o al salto dei pasti.
rientro dalle vacanze: non ripiegare su digiuni o diete troppo drastiche
Il digiuno può portare a sintomi quali irritabilità, stress eccessivo, mal di testa

Alcuni consigli per tornare in forma

Per riprendere invece con la sana alimentazione bastano alcune semplici tips da seguire:

  • cerca di bere molta acqua ed evita per qualche giorno bevande gassate o alcolici
  • riduci il consumo di sale e olio: durante le vacanze avrai sicuramente mangiato cibi ricchi di sale e olio; cerca quindi di ridurre i condimenti e prediligi l’utilizzo di spezie per insaporire i tuoi piatti
  • riprendi l’abitudine di fare 4/5 pasti al giorno
  • prediligi i cibi di stagione
  • utilizza ingredienti freschi ed evita cibi troppo lavorati, spesso ricchi di grassi, zuccheri e sale
  • prediligi il consumo di carboidrati integrali
  • prediligi fonti magre, come carni bianche, pesce azzurro e formaggi magri
  • fai pasti completi, ricchi di tutti i macronutrienti necessari: carboidrati, proteine, grassi e fibre

Se non hai modo di organizzarti le pause pranzo e non vuoi ricorrere al classico panino al volo o ai fast food, noi di Nutribees possiamo fare al caso tuo. Nutribees è un servizio di healthy food delivery che fornisce piatti pronti a domicilio. Ogni settimana trovi sul sito più di 40 ricette diverse, preparate da veri e propri chef.

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Dieta Plant based: cos’è e come funziona?

Che cosa si intende con il termine plant based?

La traduzione letterale di plant based è “a base di piante”, “che si basa sulle piante”: parliamo quindi di una dieta prevalentemente vegetale ma non solo.

Stabilire una volta per tutte che cosa si intenda con plant based sembra essere un compito particolarmente difficile: in tanti danno interpretazioni diverse alla sopraccitata dieta, rendendo così difficile fornire una definizione unica.

Non solo vegetali

Chi segue una dieta plant based non consuma solo alimenti vegetali. È corretto dire che si tratti di una filosofia alimentare che si impegna principalmente a rispettare i ritmi e i tempi della terra. Pone al centro la tutela della biodiversità e la valorizzazione delle tradizioni e del territorio. È orientata consapevolmente verso una produzione alimentare su piccola scala e senza passaggi industriali, al fine di preservare l’integrità degli ecosistemi.

Aderiscono a questa filosofia tutte quelle persone che hanno orientato le proprie abitudini alimentari verso il verde, limitando la carne magari ad una sola volta a settimana rispetto alle varie volte di prima, a ridurre gli insaccati, a mangiare pesce sostenibile e a non vietarsi, almeno per il momento, i prodotti di derivazione animale come i latticini e le uova purché di provenienza sicura.

Plant based è quindi un termine gentile, non drastico, che differisce dal veganismo (soprattutto dalla sua variante più estrema).

La dieta plant based non prevede il solo consumo di vegetali.
La dieta plant based non si limita al solo consumo di vegetali.

La dieta plant based non comprende prodotti lavorati industrialmente: dunque vengono eliminati tutti quei cibi raffinati che possono contenere, ad esempio, conservanti e coloranti… Allo stesso modo non esclude del tutto l’assunzione di carne e pesce ma, come detto prima, la limita molto in un’ottica di maggior salute.

Chi aderisce al plant based?

Riguarda in genere un consumatore attento e consapevole, le cui scelte sono influenzate da fattori come la tracciabilità dei circuiti di distribuzione.

Sperimentare nuovi prodotti e piatti in un'ottica più salutare: tra i vantaggi del plant based.
Creatività e un’alimentazione più salutare

L’etica gioca poi un ruolo fondamentale anche se, a differenza del veganismo, non è la questione principale.

Essa, infatti, non parte da questioni etiche, ma salutari e fonda la sua alimentazione su prodotti naturali e grezzi, non raffinati o lavorati industrialmente. È uno stile che implica reali benefici per la salute e la longevità.

Pro e contro di una dieta plant based

Uno dei problemi principali della dieta plant based potrebbe essere il corretto apporto di amminoacidi essenziali, quelli che l’organismo non è in grado di sintetizzare da solo.  Questa mancanza può essere ovviata introducendo le proteine vegetali ai cereali per garantirne l’assorbimento. Integrando cereali e legumi, infatti, si raggiunge un complesso proteico ben equilibrato in grado di coprire il fabbisogno di aminoacidi essenziali. Inoltre è consigliabile scegliere le verdure con il più alto apporto proteico e aumentare la quantità rispetto alle dosi consigliate a chi segue una dieta onnivora.

Verdure, soprattutto quelle col più alto apporto proteico, sono essenziali.
Le verdure sono essenziali in una dieta plant based.

Incuriositi da queste diete? Date un’occhiata al nostro sito per scoprire tanti piatti a base di verdura e proteine vegetali, perfetti per iniziare ad approcciare una nutrizione più consapevole in vista di uno stile di vita salutistico e rispettoso.

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Fitonutrienti: cosa sono e dove trovarli

Di cosa stiamo parlando?

Il termine “fitonutrienti” indica una varietà di prodotti vegetali, con diverse strutture, in grado di fornire effetti favorevoli alla salute. I fitonutrienti sono sostanze naturali ma non sono chiamati sostanze nutritive in senso tradizionale.

Non essenziali per la pianta stessa che li produce, i fitonutrienti svolgono però efficaci azioni antiossidanti ed antinfiammatorie sul nostro organismo.

Presenti negli alimenti di origine vegetale, i fitonutrienti sono composti in grado, tra le altre cose, di neutralizzare i radicali liberi. Questi sono molecole dannose che il nostro organismo produce in continuazione, capaci di colpire cellule e tessuti e di innescare (o aggravare) diversi processi patologici, come quelli relativi all’apparato circolatorio.

Più di quattromila i fitonutrienti identificati attualmente, essi vengono suddivisi in categorie in base alla loro struttura chimica e al colore che conferiscono ai vegetali.

4 gruppi di fitonutrienti comuni:

  • carotenoidi. Ricchi di antiossidanti, svolgono principalmente un’azione antinfiammatoria, favorendo anche un benessere cardiaco. Contenuti soprattutto negli agrumi, zucca e carote, danno al prodotto vegetale un colore arancione.
I carotenoidi sono tra i fitonutrienti più comuni in natura. Moltissimi cibi ne sono ricchi!
Alcuni alimenti ricchi di carotenoidi, si contraddistinguono per il loro colore arancio.
  • Le saponine.Utilizzate anche in cosmesi, in agricoltura e per realizzare farmaci. Svolgono un ruolo espettorante, ovvero liberano dal muco in eccesso (oltre ad avere poteri antinfiammatori, diuretici e tonificanti). Si possono trovare in piante come la quinoa, la liquirizia o il basilico, oltre che nei legumi, fagioli e aglio. 
La quinoa è tra i prodotti più consigliati quando si ricercano le saponine.
Le saponine sono fitonutrienti presenti anche nella quinoa.
  • polifenoli. Contrastano l’invecchiamento cellulare combattendo l’azione dei radicali liberi, sono antinfiammatori e antivirali. Combattono la vascolarizzazione delle cellule anomale e regolano l’assorbimento e immagazzinamento del colesterolo nel sangue. I polifenoli si dividono in sottocategorie, in base alla loro struttura chimica. Tra i principali segnaliamo i fenoli (presenti in prugne, ciliegie, mirtilli e frutti rossi); i flavonoidi(presenti nelle bacche, cipolle, uva rossa, prezzemolo e cioccolato fondente) e i flavonoli (presenti in mele, fichi e verdura a foglia verde).
More, mirtilli e lamponi sono ricchi di  fitonutrienti fondamentali per contrastare  l'invecchiamento e l'azione dei radicali liberi.
I frutti rossi sono fonte principale di fitonutrienti, in particolare di polifenoli.
  • terpeni. Essi influiscono sull’organismo in vari modi, agendo soprattutto su membrane cellulari, recettori ed enzimi. Influenzano inoltre l’umore, le funzioni immunitarie, il sonno e l’appetito. Sono presenti all’interno di pepe nero, citronella, mango, menta e lavanda.
Tra i frutti più freschi ed estivi, il mango non solo è buonissimo ma dà anche benefici a livello fisico e mentale.
Anche il mango tra i cibi contenti terpeni.

Mangia la frutta e la verdura che ti fa bene!

Ci sono numerosi riscontri scientifici che aiutano a comprendere l’importante potenziale sanitario delle sostanze fitonutrienti nell’uomo. I fitonutrienti possono essere introdotti nella nostra alimentazione attraverso il consumo di verdure (come cavoli e rape ricchi di glucosinolati antitumorali e antiossidanti); frutta (i frutti rossi in particolare contengono i flavonoidi) e legumi (che contengono principalmente le saponine, ottime per regolare i livelli di colesterolo nel sangue, ad esempio). 

Se cerchi qualche spunto su come migliorare la tua dieta o su cosa mangiare per avere il giusto apporto vegetale, prova a dare un’occhiata al nostro menù

Troverai piatti gustosi e bilanciati, perfetti per aiutarti a mangiare meglio!

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Effetto yo-yo: cos’è e come contrastarlo

Cos’è la yo-yo dieting?

L’effetto yo-yo in dietologia indica la perdita e il riacquisto ciclico di peso corporeo in seguito a diete particolarmente ipocaloriche.

Il nome, com’è facile intuire, rimanda al movimento dello yo-yo, dall’alto verso il basso. Allo stesso modo, una dieta di questo tipo consente nel breve periodo di raggiungere una perdita di peso significativa ma, al contempo, non permette il mantenimento efficace del nuovo peso raggiunto. La persona a dieta cercherà quindi di perdere nuovamente il peso riguadagnato, dando vita a un ciclo sfiancante.

Se si torna a mangiare come prima, l’organismo conserverà l’energia assunta sotto forma di riserve di grasso, dato che le calorie in eccedenza gli serviranno come rifornimento. In poche parole, tornare alle proprie abitudini alimentari solite non sarà affatto semplice.

Ritornare alle solite abitudini alimentari dopo una dieta rigida non è facile
Ritornare alle solite abitudini alimentari dopo una dieta rigida non è facile ed è la prima causa dell’effetto yo-yo

3 consigli utili per evitare l’effetto yo-yo:

  • 1. Prestare attenzione al fabbisogno calorico e non mangiare mai meno rispetto a quanto richiesto dal nostro metabolismo basale. Se non sei sicur* di quante calorie dovresti assumere, calcolale qui
  • 2. Alimentazione e sport vanno di pari passo. Si consiglia di abbinare alla dieta un programma di attività sportiva, adattato al nuovo apporto calorico assunto. L’esercizio fisico regolare rende più facile bruciare calorie per perdere peso extra e accelerare il metabolismo, oltre che scongiurare la perdita di massa muscolare. L’ideale sarebbe riuscire ad allenarsi almeno 3 volte a settimana, ma in realtà bastano pochi accorgimenti per aumentare il movimento quotidiano: prendere le scale invece dell’ascensore, prediligere una camminata alla macchina…
È fondamentale saper unire dieta e attività fisica, anche e soprattutto per non vanificare gli sforzi fatti e contrastare l'effetto yo-yo.
Salire le scale invece di prendere l’ascensore è uno dei piccoli trucchi per aumentare il movimento
  • 3. Ridurre lo stress non sempre è facile, ma è indispensabile per restare in salute e in forma. Da questo punto di vista, lo sport può rappresentare un buon punto di partenza, perché garantisce equilibrio. Prendersi delle pause, anche piccole, in cui sei sol* con te stess* o fai qualcosa che ti dà piacere, riduce notevolmente lo stress.

Il ruolo di una dieta efficace:

La voglia di dimagrire e mettersi in forma può (e deve) tradursi in un’occasione per migliorare le nostre abitudini alimentari, consentendoci di conoscere e sperimentare nuovi alimenti.

Sperimentare con nuovi sapori per seguire una dieta più bilanciata, evitando l'effetto yo-yo e mantenendo i nostri risultati.
Variare l’alimentazione può farci scoprire e conoscere nuovi prodotti.

I regimi troppo restrittivi e le diete lampo non ci piacciono (e non ci aiutano): scopri le nostre soluzioni sane, deliziose e fresche per rimetterti in forma senza rinunciare al gusto!

La stesura di un piano personalizzato è sicuramente un ottimo punto di partenza, specialmente se affiancato dall’aiuto di uno specialista.

Qui trovi altri consigli e riflessioni su come dimagrire efficacemente, evitando l’effetto yoyo!

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Upcycled food: come combattere lo spreco alimentare

O come il cibo upcycled cambierà la percezione alimentare.

Il settore dell’upcycled food sta guadagnando sempre maggiore popolarità tra le tendenze alimentari degli ultimi anni. 

Come mai?

Attualmente si stima che circa il 40% del cibo che produciamo viene sprecato, e con esso anche le risorse naturali ed economiche associate. Una simile quantità di cibo basterebbe per sfamare approssimativamente 3 miliardi di persone, cifra che fa riflettere soprattutto considerando che, ad oggi, 690 milioni di persone soffrono la fame.

L'upcycled food punta ad eliminare lo spreco alimentare re-inventando gli scarti.
L’upcycled food punta a diminuire gli sprechi alimentari attraverso idee creative

Proprio alla luce di questi dati allarmanti trova spazio una nuova filosofia: l’upcycling, ossia riciclaregli alimenti.

Cosa significa upcycled food?

Si parla di upcycled food quando gli scarti alimentari vengono presi e re-immessi all’interno della catena produttiva. Siano essi bucce e semi di frutti, scarti dalla lavorazione di grani o prodotti che non raggiungono gli standard estetici richiesti dalla grande distribuzione. 

Questa è la sfida su cui ha scommesso la Upcycled Food Association (Ufa), organizzazione americana che riunisce in sé circa 70 aziende produttrici di centinaia di prodotti fatti con cibo e scarti della filiera alimentare riciclati in modo creativo, generando valore e posti di lavoro.

Ecco alcuni esempi che stanno cambiando concretamente l’industria del cibo.

Goodfish: patatine fatte con la pelle dei salmoni dell’Alaska

Goodfish nasce da un’idea di Douglas Riboud e Justin Guilbert, due amici statunitensi che condividono la voglia di cambiare il mondo alimentare con qualcosa mai visto prima.

Galeotto fu un illuminante viaggio in Giappone, che dà loro la possibilità di immergersi completamente nella cultura culinaria locale. Qui restano ispirati dalla tradizione di utilizzare la pelle essiccata del pescato, ingrediente che nella tradizione Occidentale viene inesorabilmente scartato. 

Primo esempio di upcycled food: le chips croccanti a base di pelle di salmone essiccata di Goodfish.
L’idea di upcycled food di Goodfish

Sancita la partnership con un allevamento ittico in Alaska, resta solo da affrontare la sfida più dura: creare un prodotto accattivante agli occhi del consumatore. Parte da qui il lungo processo creativo che ha portato alla realizzazione delle prime chips a base di pelle di salmone, lanciate nel 2020. I feedback positivi da parte del pubblico hanno consentito all’azienda di migliorare e crescere sempre di più, riscuotendo un incredibile successo sul mercato e rendendola una vera e propria pioniera del settore.

Barvocado: barretta energetica ottenuta dai semi di avocado

“Barvocado” è la geniale intuizione di una start up newyorchese, Avocado Riot, che ha da poco lanciato sul mercato una nuovissima barretta ottenuta dal riciclaggio dei semi di avocado.

Recuperare il seme dell'avocado per creare barrette energetiche e proteiche: altro esempio di upcycled food.
Barrette energetiche upcycled a base di avocado

L’idea è quella di salvare una parte del frutto (riducendo così lo spreco) rivelandone al contempo il suo potenziale nutritivo. Il seme di avocado, infatti, contiene il 70% del quantitativo complessivo di antiossidanti. 

La farina ottenuta dal seme viene combinata con la polpa del frutto e con altri alimenti, a seconda dei tre gusti attualmente disponibili. 

Il risultato è un prodotto proteico che fornisce energia al consumatore senza però produrre scarti.

L’avocado è poi un ingrediente versatile e ricco di proprietà benefiche per il nostro organismo. Clicca qui per scoprire gli altri vantaggi dell’avocado e qualche altro spunto utile sul suo utilizzo.

Altre ispiranti storie di upcycled food

Tra le altre storie, merita sicuramente una nota di merito l’idea di Acari Fish: croccanti patatine a base di pesci alieni, una specie particolarmente aggressiva che col tempo ha invaso le acque messicane, distruggendo l’ecosistema. Aiutati da una squadra di pescatori locali, l’obiettivo è utilizzare il cosiddetto diablito per creare deliziose chips. Il risultato è un incremento dei posti di lavoro e il ripristino delle specie marine che per anni hanno provveduto al sostentamento della popolazione locale.

Altri esempi sono dati dalla Pulp Pantry, che sfrutta la polpa residua di succo di verdure evitando, come si legge nel loro sito web, lo spreco di migliaia di kg di alimenti. La Repurposed Pod, invece, ricava succo di cacao dai residui della lavorazione del cioccolato, donando parte del ricavato a supporto delle comunità equadoregne. 

Ciò che accomuna le aziende e start up impegnate in questo grosso progetto è l’obiettivo ultimo. Elevare il cibo al suo massimo e migliore utilizzo, senza esercitare ulteriori pressioni sull’ambiente. 

Diminuire l'impatto ambientale  e proteggere gli ecosistemi: i principali obiettivi dell'upcycled food.
Ridurre l’impatto ambientale attraverso il re-inserimento degli scarti nella catena alimentare

Insomma, soluzioni innovative che stanno ripensando e ridefinendo il modo di produrre il cibo del futuro. I guadagni e benefici non si rilevano solo in termini economici ma anche, e soprattutto, ambientali.

La sostenibilità e l’impatto ambientale sono due tematiche particolarmente importanti anche per noi di Nutribees. Se cerchi una soluzione che ti permetta di consumare ottimo cibo evitando gli sprechi, allora siamo il servizio che fa per te! Clicca qui per saperne di più e per conoscere i nostri piatti!

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Summer Selection: come mangiar sano in estate

Con l’arrivo del caldo siamo in cerca di cibi gustosi da mangiare in estate, che siano allo stesso tempo sani e leggeri. Tra il lavoro e i mille impegni non sempre è facile seguire un’alimentazione sana. Noi di Nutribees abbiamo lanciato una linea di piatti in collaborazione con la Dottoressa Francesca De Blasio. La Summer Selection è una linea di ricette perfette per tornare in forma in estate. In questa intervista parleremo con la nutrizionista Francesca De Blasio della scelta dei piatti e di quali siano i segreti per una corretta alimentazione estiva.

Ciao Francesca, ti presenteresti a chi ci legge in poche parole?

Sono Francesca de Blasio ed esercito la professione di Biologa Nutrizionista occupandomi di valutazione nutrizionale ed elaborazione dietetica personalizzata.

Francesca de Blasio, nutrizionista della Summer Selection
Dottoressa Francesca De Blasio


Laureata triennale e magistrale in Biologia della Nutrizione presso l’Università Federico II di Napoli, proseguendo poi gli studi con il
titolo di Dottore di Ricerca in Sanità Pubblica e Medicina Preventiva. Attualmente vivo a Torino dove svolgo attività di libero-professionista in ambito dietetico presso il mio studio privato.

Quanto è importante bilanciare la propria alimentazione in estate?

Un’ adeguata alimentazione tutto l’anno è indispensabile per garantire il mantenimento dell’organismo in buona salute. Durante i periodi più caldi, per far fronte al rischio di disidratazione e di cali di pressione, è importante prestare particolare attenzione all’apporto di acqua e sali minerali. Nei mesi estivi, teniamoci lontani da cibi troppo salati o troppo grassi che, di contro, possono contribuire ad appesantirci e a sentirci spossati.

Cosa non bisogna fare assolutamente?

Spesso, con l’obiettivo di tornare in forma rapidamente in vista della prova costume si ricorre a diete fai da te, a schemi dalla dubbia scientificità recuperati da internet (la dieta del melone o quella del cetriolo) o a diete drasticamente ipocaloriche. Ma attenzione: una sana e duratura perdita di peso richiede tempo e la consapevolezza che quello che mangiamo oggi influenza la nostra salute (non solo il nostro peso) domani.

In cosa consiste la Summer Selection di Nutribees?

La Summer Selection è un’iniziativa di Nutribees che mette a disposizione per la stagione estiva una raccolta di ricette bilanciate e leggere per prepararsi alle vacanze in modo semplice, mangiando equilibrato, ma soprattutto gustoso. Ho personalmente selezionato le ricette che meglio rispondevano ai criteri di adeguatezza nutrizionale di un piatto sano e completo, che incontrassero diversi gusti le necessità, con primi e secondi di carne e di pesce e opzioni vegetariane e vegane.

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In base a quali criteri hai scelto i piatti della Summer Selection?

Personalmente, ho ritenuto opportuno dare preferenza ai piatti che avessero un moderato apporto calorico e di grassi, un medio/ elevato apporto proteico e un elevato apporto di fibra, in modo da garantire la completezza dei nutrienti e un elevato senso di sazietà, elementi alla base di un’alimentazione sana e sostenibile nel tempo, contrariamente alle diete “lampo”, troppo restrittive, di cui sentiamo tanto parlare con l’arrivo dell’estate.

summer selection
Fregola sarda ai frutti di mare è uno dei piatti della Summer Selection

Daresti qualche consiglio non scontato a chi non sa regolare la propria alimentazione in questo periodo dell’anno?

Innanzitutto mi sento di mettere in guardia da proposte di diete lampo, quelle che promettono di perdere 7 kg in 7 giorni. Purtroppo, non esistono scorciatoie e la consulenza specialistica di un Nutrizionista abilitato (biologo o medico) è fondamentale. Esistono tuttavia alcune regole di base che possono aiutarci nel percorso a raggiungere prima i nostri obiettivi:

  • Evita snack salati (patatine, noccioline, grissini)
  • Preferisci merende a base di frutta fresca o yogurt magro(preferibilmente bianco al naturale)
  • Limita il consumo di gelati, ghiaccioli e granite al massimo auna o due porzioni piccole alla settimana
  • Bevi almeno 2 L al giorno 
  • Non trascurare l’attività fisica, preferendo le ore più fresche della giornata

Quali sono infine gli alimenti che non devono mai mancare a tavola?

La frutta e la verdura sono alimenti che non possono e non devono mancare sulle nostre tavole, quando la richiesta di acqua e sali minerali si fa ancora più impellente. Non dimentichiamoci inoltre dei legumi, spesso additati come alimenti “invernali”. Al contrario, i legumi rappresentano una fonte proteica perfetta per la stagione estiva: leggeri, sazianti, ricchi di potassio e magnesio, ingredienti ideali per comporre delle colorate insalate insieme a cereali e a verdure di stagione!

Health & Wellness, Lifestyle

Dieta Eutirox: cosa mangiare per chi assume levotiroxina

La tiroide è una ghiandola, produttrice di ormoni, importantissima per la funzionalità del nostro organismo. In alcuni casi la tiroide fatica a produrre le iodotironine, determinando un disordine definito ipotiroidismo. L’ipotiroidismo è trattato con farmaci come la levotiroxina o eutirox e con una alimentazione adeguata, in grado di aiutare il funzionamento della ghiandola. Scopriamo insieme cosa mangiare e cosa evitare per costruire una dieta per chi assume eutirox.

L’importanza dello iodio e altri minerali

Lo iodio è un microelemento essenziale per il funzionamento della ghiandola tiroidea. L’apporto alimentare del minerale è perciò cruciale per evitare disfunzioni come l’ipotiroidismo. Secondo molti medici non esiste una vera e propria dieta per chi assume eutirox, tuttavia ci sono tantissimi alimenti che possono aiutare la corretta funzione della ghiandola.

Oltre allo iodio, infatti, chi soffre di patologie tiroidee necessita di un buon apporto di selenio, che entra in gioco in diversi processi enzimatici del metabolismo della tiroide. Oltre al selenio sono importanti anche ferro e zinco. La carenza di ferro può condizionare in maniera negativa la funzione dell’organo, determinando scarsa ossigenazione.

Dieta eutirox: come si assume la levotiroxina?

Prima di scoprire quali sono gli alimenti che aiutano la funzionalità della tiroide e quali è meglio evitare, è importante capire come va assunto l’Eutirox o i farmaci a base di levotiroxina. L’assunzione di levotiroxina contemporaneamente al cibo potrebbe limitare il giusto assorbimento del principio attivo. Si raccomanda quindi di assumere Eutirox dai 15 fino ai 60 minuti prima della colazione.

Cosa mangiare e cosa evitare

Sappiamo bene quanto una dieta sana e bilanciata aiuti il corpo a rimanere in forma. Quando si incorre in patologie come l’ipotiroidismo inoltre è importante capire quali sono i cibi consigliati e quali quelli da evitare.

In una dieta per chi assume eutirox sono da evitare cibi come:

  • soia
  • alghe essiccate
  • caffè (blocca l’assorbimento di levotiroxina)
  • alcolici
  • cereali ricchi di glutine
  • verdure crucifere come broccoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, rape, verza e rucola
dieta per eutirox
L’assunzione eccessiva di soia e prodotti a base di soia potrebbero rallentare il corretto funzionamento della tiroide

I cibi SI’

Gli alimenti che aiutano il funzionamento della tiroide sono – come detto prima – quelli ricchi di iodio. Via libera al pesce azzurro, sardine, sgombri, salmone e merluzzo. Sono ottimi anche le uova, i latticini e la carne, legumi, semi oleosi e frutta secca.

dieta per eutirox
Sgombro e legumi sono due alimenti che aiutano chi soffre di patologie alla tiroide

Scopri il menù di Nutribees, che offre un’ampia selezione di piatti ogni settimana con ingredienti freschi e genuini.

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