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Amaranto: che cos’è e come utilizzarlo in cucina

Considerato sacro dalle antiche civiltà precolombiane, l’amaranto è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle amarantacee, oggi diffusa in tutto il mondo. Comunemente viene considerato un cereale, a causa della sua similarità con questo tipo di alimenti, anche se di fatto non lo è. Scopriamo quindi che cos’è e come cucinarlo.

Cos’è e perché era sacro

Innanzitutto l’amaranto è definito un “falso cereale” al pari di altri alimenti come la quinoa, e come questa può essere considerato una valida alternativa alla pasta o al riso in quanto privo di glutine.

La varietà più comune è l’Amaranthus Retroflexus, ma in natura ne esistono circa 60 specie. Le piante di amaranto possono raggiungere gli 80-90cm di altezza e hanno dei fusti parecchio ramificati, dove in estate crescono delle infiorescenze allungate e piumate di colore rosso e arancio. All’interno delle infiorescenze si trovano i piccoli semini, che sono la parte commestibile della pianta.

Nell’antichità questa pianta era considerata sacra innanzitutto per le sue proprietà nutrizionali, che erano conosciute già dai Maya e dagli Aztechi. La pianta inoltre veniva utilizzata durante le cerimonie religiose, impastandola insieme alla farina di mais per creare delle statuette, che erano poi mangiate una volta finita la cerimonia.

Anche gli Inca utilizzavano l’amaranto per i suoi benefici curativi, e lo consideravano la pianta dell’amicizia, chiamandolo Kiwicha, che significa “il piccolo gigante”. Con l’arrivo dei conquistadores, la coltivazione di questa pianta venne abbandonata per lungo tempo, poiché gli spagnoli volevano cancellare ogni aspetto della religione pagana dei popoli conquistati.

Tuttavia nel XX secolo l’amaranto si diffuse nuovamente, dapprima negli Stati Uniti e in Messico, e poi anche in Europa, soprattutto in Polonia e Austria.

Le proprietà benefiche dell’amaranto

Ora che abbiamo visto cos’è, passiamo ad elencare le proprietà che lo rendono prezioso per la salute. Pur avendo caratteristiche fisiche simili a quelle dei cereali, questa pianta dal punto di vista nutrizionale ha diversi aspetti in comune con i legumi.

Innanzitutto l’amaranto ha un ricchissimo contenuto di proteine. La percentuale è infatti del 16%, tra cui spiccano parecchi amminoacidi essenziali come la lisina, di cui i cereali sono carenti. Contiene inoltre diversi sali minerali, come

  • Fosforo
  • Magnesio
  • Calcio
  • Ferro

Buona è anche la quantità di vitamine che apporta questa pianta; in particolare sono presenti:

  • Vitamina B3 o Niacina, utile per il metabolismo, la circolazione e la respirazione cellulare
  • Vitamina B9 o piridossina, che serve alla produzione dei globuli bianchi e rossi
  • Vitamina E, dal potere antiossidante

Dal punto di vista energetico, l’amaranto ha nel complesso le stesse calorie dei cereali ma, a differenza di questi, è perfetto per le persone celiache, poiché è privo di glutine. Ḗ infine parecchio digeribile e adatto anche per l’alimentazione dei bambini piccoli.

Come cucinare l’amaranto

L’amaranto in cucina si presta a molti differenti usi. Lo si può utilizzare infatti

  • In grani, sia asciutti che in brodo. Questi cuociono in poco tempo e sono perfetti per arricchire minestre, zuppe, crocchette o insalate. I grani di amaranto inoltre si possono aggiungere all’impasto di biscotti e pane per renderli più croccanti
  • Farina, da mischiare insieme alle farine di frumento, farro o kamut per preparare del pane fragrante e delle gustose gallette
  • Chicchi soffiati: questi vengono venduti già pronti all’uso e li si può far scoppiare in padella come se fossero dei popcorn. Ottimi per la merenda!
amaranto
I grani dell’amaranto, da cucinare in mille modi

Prima di essere cucinato va messo in ammollo per circa 4 ore per prepararlo alla cottura. Vediamo un paio di ricette per cucinarlo.

Insalata di legumi, verdure e amaranto

Ecco una ricetta velocissima da preparare ma perfetta per quando fa caldo. Basta far cuocere l’amaranto, scolarlo e poi aggiungerlo alla propria insalata. Un’idea potrebbe essere di unire cipolle rosse, fagioli, amaranto, formaggio fresco e ceci.

Burger vegani di amaranto e zucchine

Ingredienti

  • 500g di amaranto
  • 2 zucchine
  • 2 patate
  • Basilico
  • Sale

Fate cuocere l’amaranto e le patate in acqua bollente. Una volta terminato, scolate l’amaranto, lasciatelo intiepidire, e schiacciate le patate. Nel frattempo schiacciate anche le zucchine in un colino, in modo che rilascino il più possibile la loro acqua. Impastate quindi zucchine, patate, amaranto, basilico tritato e un pizzico di sale. Formate quindi i burger e metteteli a cuocere in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti.

Se ti piacciono gli ingredienti insoliti ma salutari come l’amaranto, su Nutribees trovi tantissimi piatti genuini che fanno al caso tuo. Scegli dal nostro menu le tue ricette preferite, la consegna a domicilio è gratuita!

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Verdure invernali: perché mangiare di stagione?

Mangiare di stagione frutta e verdura è importante per la nostra salute e per l’ambiente. Hai ragione, è difficile non desiderare i pomodori o le fragole in pieno inverno. Tuttavia, consumare ortaggi e frutta durante il corso naturale di maturazione, rende gli alimenti ricchi di proprietà nutritive. In questo articolo scopriamo quali sono le verdure invernali e perché è consigliato consumare alimenti di stagione.

Ortaggi: cosa mangiare in inverno?

Le temperature invernali mettono sempre a dura prova le coltivazioni. Per questo gli orti ospitano molte meno varietà di ortaggi rispetto ai periodi con temperature miti. Ma non c’è da disperarsi: anche durante i mesi di gelo non mancano sicuramente delle verdure gustose da consumare in cucina. Ti stupirai di quante verdure invernali esistano, ma prima è importante fare una distinzione. Le verdure invernali si suddividono in due macro categorie: verdure piantate a fine autunno e che maturano nel periodo primaverile, o verdure piantate in estate e raccolte durante i mesi di freddo.

Tra le verdure che maturano in primavera troviamo

  • piselli
  • fave
  • cipolle
  • aglio

verdure invernali: cosa matura con il freddo

Le verdure invernali per eccellenza invece sono il radicchio, carote, sedano, spinaci, catalogna, rucola, asparagi, sedano rapa, cime di rapa. E ancora cicorie, porro, cardo, barbabietole, ravanelli, indivia, carciofi, scalogno, pastinaca, biete, broccoletti, cavolfiore, cappuccio, cavolo rapa, cavoletti di Bruxelles, verza.

verdure invernali
Il cavolfiore è un’ottima verdura invernale ricca di proprietà

Nel mese di gennaio noi di Nutribees abbiamo lanciato una campagna dedicata al benessere e alla sana alimentazione. #inizioalmeglio si concentra sull’ iniziare al meglio questo nuovo anno, partendo da un’alimentazione bilanciata. Per questo abbiamo deciso dedicare ad ogni settimana del mese, un alimento. Cereali, frutta secca, verdure invernali e legumi sono le quattro categorie alimentari per seguire una dieta sana ed equilibrata. Durante la settimana dedicata alle verdure invernali ci siamo focalizzati su alcuni piatti gustosi presenti del nostro menù, dove le verdure fanno da padrone.

Ecco alcuni piatti:

  • Spiedini di pesce con broccoli e cavoletti: queste due verdure invernali sono ricchissime di vitamine del gruppo A,C,E,K,B.
  • Polpette di cefalo con carciofi e funghi saltati: i carciofi sono ricchi di antiossidanti e aiutano a contrastare il colesterolo alto.
  • Tagliata di pollo al melograno con radicchio ripassato: il radicchio è un alimento depurante, utile a chi soffre di problemi alla pelle come psoriasi e a chi soffre di insonnia.
  • Sgombro olio e limone con cicoria aglio e peperoncino: la cicoria stimola l’azione su fegato e reni, incentivando la liberazione di tossine dall’organismo.
  • Beyond burger con hummus di barbabietola e fagiolini: la barbabietola è ricca di fibre, potassio e betaina, che migliora la funzione epatica.

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verdure invernali
Sgombro olio e limone, con cicoria aglio e peperoncino e riso integrale

Alcuni motivi per mangiare di stagione

Come abbiamo già detto, consumare frutta e verdura di stagione è assolutamente conveniente per la nostra salute e per l’ambiente. Come mai? Uno dei primi motivi vantaggiosi è sicuramente il costo: comprare verdura di stagione ti farà risparmiare soldi, perché non viene utilizzata energia aggiuntiva per la coltivazione. Un altro motivo è che mangiare di stagione ti garantirà di nutrirti con alimenti ricchi di principi attivi e nutrienti. Infatti, un alimento coltivato durante una stagione sbagliata potrebbe risultare meno nutriente. A questo discorso ci si allaccia infine il gusto. Lo sanno anche i muri: frutta e verdura di stagione profumano e sono molto più gustosi!

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Tamarindo: cos’è, proprietà e come utilizzarlo in cucina

Il tamarindo è il frutto della pianta sempreverde “Tamarindus indica”, originaria dell’Africa, ma diffusa anche in Asia meridionale, Sud America e Caraibi. Detto anche “dattero dell’India”, questo frutto è un vero e proprio concentrato di proprietà nutrizionali. Spesso capita di sentirlo nominare, ma non lo consumiamo tutti i giorni. Può essere quindi utile scoprire un po’ di cose sul tamarindo: cos’è, proprietà e come utilizzarlo in cucina.

Tamarindo: cos’è?

Il tamarindo può essere paragonato a una grossa arachide, a causa della sua forma a baccello curvo e legnoso di colore marrone. I frutti sono lunghi circa 15cm e con la maturazione tendono a diventare sempre più secchi. All’interno del baccello abbiamo poi una polpa dal sapore aspro che racchiude i semi.

Grazie alle sue numerose proprietà, il tamarindo viene utilizzato sia in cucina che nell’industria cosmetica. In commercio lo si può trovare abbastanza facilmente; il tamarindo viene infatti venduto nei negozi di alimenti esotici oppure nei grossi supermercati.

Se è la prima volta che lo acquisti, ecco un po’ di consigli per scegliere quelli più buoni:

  • Devono avere un certo peso, quindi tenendoli in mano non li devi sentire leggeri (e quindi con poca polpa)
  • Il baccello non deve presentare crepe o rotture
  • La polpa non deve avere un odore troppo forte e il sapore deve essere sì aspro, ma non acido

A proposito di polpa, questa è costituita al 31% da acqua, al 57% da zuccheri e al 5% da fibre. Vi sono poi anche grassi, proteine, vitamine e sali minerali. Si tratta di un alimento completo, insomma!

Le numerose proprietà

Scopriamo più nel dettaglio quali sono le proprietà del tamarindo e i benefici che può portare alla salute del nostro corpo. Già nell’antichità questo frutto era noto per la sua azione benefica, soprattutto per curare la febbre reumatica. Con il passare delle epoche abbiamo scoperto tutte le preziose sostanze di cui è ricco, ed è stato quindi possibile approfittare delle sue componenti nutrizionali.

Per cominciare, la polpa del tamarindo contiene una serie di oli volatili dal potere antiossidante, utili per combattere i radicali liberi, come

  • Limonene
  • Acido cinnamico
  • Safrole
  • Acido tartarico
  • Geraniolo

Alcuni studi hanno poi dimostrato che gli antiossidanti del tamarindo hanno un’efficace azione per prevenire l’invecchiamento dei tessuti e rafforzare le difese immunitarie.

Il tamarindo svolge inoltre un’azione di controllo degli zuccheri nel sangue – ottimo per chi soffre di diabete – ed è ricchissimo di fibre, che lo rendono perfetto per regolarizzare l’intestino.

tamarindo
Il tamarindo gode di numerose proprietà. Tra queste, previene l’invecchiamento della pelle e regola la pressione

La polpa viene infatti utilizzata come lassativo, mentre le foglie, consumate sotto forma di decotto, sono un ottimo rimedio contro la colite. Il tamarindo funziona anche contro il mal di stomaco, infatti l’estratto viene spesso usato nella medicina omeopatica a questo scopo.

Ma non finisce qui. Questo frutto ha delle fantastiche proprietà anti colesterolo e, grazie al contenuto di potassio e magnesio, è in anche in grado di regolare la pressione sanguigna, il che lo rende perfetto per prevenire le malattie cardiovascolari.

Come si utilizza in cucina?

Con il suo alto potere nutritivo (circa 240 calorie per 100g), il tamarindo può essere consumato sia puro che cucinato in vari modi. In occidente questo frutto è conosciuto più che altro come spezia, o impiegato in gelatine e marmellate.

Nel mondo orientale invece viene usato per insaporire molti piatti, tra cui zuppe con riso e legumi o piatti di carne e pesce. Ecco due ricette per utilizzare il tamarindo in cucina.

tamarindo
La cucina indiana è ricca di ricette con protagonista il tamarindo

Sciroppo

  • 750g di polpa di tamarindo
  • 1,5l d’acqua
  • Zucchero

Fai bollire la polpa di tamarindo per circa un quarto d’ora, dopodiché aggiungi lo zucchero e prosegui l’ebollizione per altri venti minuti. Filtra e versa in una bottiglia lo sciroppo ottenuto, che potrai utilizzare per preparare ghiaccioli e granite.

Riso indiano al tamarindo

  • Riso basmati
  • Pasta di tamarindo (la trovi già pronta in vasetto)
  • Semi di finocchio
  • Curcuma
  • Cipolla
  • Peperencino essiccato
  • Sale rosa

Fai cuocere il riso basmati al vapore, mentre in una padella fai rosolare un po’ di cipolla con quattro cucchiai d’olio. Aggiungi poi i semi di finocchio, il peperoncino essiccato e la curcuma, continuando a mescolare.

Unisci poi al composto un cucchiaio di pasta di tamarindo, che darà consistenza alla salsa. Aggiusta di sale e condisci il riso: un piatto insolito ma saporito!

Su Nutribees trovi piatti gustosi e fatti con ingredienti semplici ma nutrienti come il tamarindo. Scopri il nostro menu: puoi scegliere tra più di 40 ricette ogni settimana, con consegna gratuita a domicilio!

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Frutta secca e semi: perché sono così importanti?

Sono ricchi di grassi sani, fondamentali da utilizzare in alimentazione quotidianamente e contengono molte fibre, vitamine e proteine. Di cosa stiamo parlando? No, non dei soliti frutta, verdura e cereali. Questa volta parliamo di frutta secca e semi oleosi. In questo articolo puoi scoprire cosa sono, quali sono e perché sono così importanti per la tua alimentazione sana.

Quali sono: le tipologie

Prima di annoverare le molteplici proprietà positive per l’organismo dei nostri protagonisti, cerchiamo di fare una distinzione: la frutta secca non è altro che la frutta a guscio – di cui noi conosciamo mandorle, nocciole, noci, pinoli, pistacchi, anacardi, noci Pecan o di Macadamia, arachidi. I semi oleosi invece sono ad esempio i semi di lino, sesamo, canapa, semi di girasole, semi di zucca, semi di papavero, semi di chia.

frutta secca
frutta secca e semi

Sono entrambi alimenti costituiti principalmente da grassi insaturi – positivi per la salute del nostro organismo. Nella piramide alimentare occupano la terza posizione accanto all’olio d’oliva e agli altri grassi “buoni”. Per questo, è consigliato un uso quotidiano, di circa 3 porzioni al giorno.

Se non sai giostrarti tra porzioni e macronutrienti, puoi compilare il nostro test nutrizionale gratuito: inserendo alcune specifiche sul tuo fisico e le tue abitudini alimentari, ti verranno dati alcuni consigli di alimentazione e i piatti più adatti alle tue esigenze.

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Proprietà, nutrienti e benefici

Come accennato poco fa, frutta secca e semi sono una fonte importante di acidi grassi insaturi. Questi due ingredienti godono dell’assenza di colesterolo e della quasi presenza di grassi saturi, caratteristica degli ingredienti di origine animale. Una cosa che non tutti sanno è che frutta secca e semi sono anche ricchissimi di fibre, proteine (possono arrivare anche ad avere circa 30g di grassi per 100g). Da tenere in conto sono anche i minerali come ferro, calcio, magnesio, selenio e zinco. Per quanto riguarda l’apporto di proteine – tuttavia – non è da considerare troppo nel calcolo dei macronutrienti giornalieri, in quanto la porzione da assumere di questi alimenti è comunque piccola (massimo 30-40g).

frutta secca
Utilizza la frutta secca o i semi negli spuntini per arrivare alla quota di grassi da assumere durante la giornata

Frutta secca e semi: come li utilizzo in cucina?

Grazie alle molteplici tipologie, frutta secca e semi oleosi si utilizzano in tantissime preparazioni e pietanze, sia dolci che salate. Un primo esempio è quello di utilizzare questi alimenti in purezza, durante la colazione: aggiungi frutta secca e semi allo yogurt, una manciata di cereali e un frutto. In questo modo avrai un primo pasto sano, completo e bilanciato. Un’altra variante dolce – in voga in questi ultimi anni – è la barretta energetica.

Parlando di salato, questi due alimenti vengono utilizzati in svariate preparazioni e in diverse cucine di tutto il mondo. Prova ad abbinarli in pietanze come insalate, zuppe e piatti unici: oltre a conferire sapore, daranno alle tue preparazioni croccantezza!

frutta secca
I semi di zucca conferiscono sapore e croccantezza al risotto

Un ultimo utilizzo in cucina di frutta secca e semi è sicuramente la crema spalmabile. Per i più golosi, come non citare la famosa crema di nocciole o di pistacchi, il burro d’arachidi o mandorle. Non mancano le soluzioni salate, come la famosa tahin – una crema a base di sesamo – e i famosi pesti, a base di pinoli, noci o pistacchi.

Noi di Nutribees creiamo i piatti secondo la regola del piatto sano e della dieta mediterranea. La frutta secca e i semi sono due ingredienti fondamentali per la creazione e l’equilibrio del nostro menù settimanale.

frutta secca
Wok di pollo con anacardi e verdure saltate

Puoi ordinare sul sito e scegliere fra più di 40 ricette, preparate da executive chef.

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Legumi – proprietà e ruolo nella dieta mediterranea

Sono ad alto valore nutritivo e rappresentano uno dei sette gruppi degli alimenti base dell’alimentazione sana. Ammettilo, spesso ti dimentichi di inserirli nella tua dieta, ma i legumi sono veramente importanti. In questo articolo scoprirai meglio cosa sono i legumi, le loro proprietà nutritive e benefici.

Sai cosa e quali sono i legumi?

Prima di scoprire le caratteristiche nutrizionali, sai cosa sono i legumi? Non sono altro che i semi commestibili contenuti nei baccelli delle piante Leguminose. 

Essiccati o freschi,i legumi esistono in tutto il mondo e in tantissime varietà. I più comuni sono:

  • fagioli: borlotti, cannellini, fagioli rossi, con l’occhio, neri, di Spagna, azuki. I fagioli sono ottimi per la salute del cuore e sono un alimento antinfiammatorio.
  • piselli: va consumato solitamente in primavera, secondo stagionalità e agisce come alimento depurativo per l’organismo; contiene tantissime fibre e potassio.
  • lenticchie: forse tra i legumi con meno grassi in assoluto, sono alleate contro l’anemia – grazie al forte contenuto di ferro e vitamine del gruppo B
  • ceci: sono legumi ricchi di acido linoleico – quello contenuto nell’olio extravergine d’oliva – che aiuta a tenere d’occhio colesterolo e trigliceridi.
  • fave: ricche di antiossidanti e di lisina, un aminoacido essenziale presente nel collagene – importantissimo per la pelle.
legumi - fagioli azuki
Fagioli azuki rossi: legumi tipici del Giappone

Tra i meno conosciuti e usati, ci sono

  • soia: rispetto a tutti gli altri, la soia contiene un elevato apporto di proteine (circa 36mg per 100g). Inoltre, la soia contiene fitoestrogeni – che aiutano a prevenire alcuni tumori, come quelli al seno e alla prostata.
  • lupini: aiutano a ridurre i picchi glicemici e contengono un buon apporto di proteine vegetali.
  • cicerchie: simili ai ceci, sono ottime nelle zuppe e da utilizzare sotto forma di farina, per preparare pane e focacce.
  • carruba: forse uno dei legumi meno utilizzati e conosciuti, spesso viene utilizzata come sostituto del cioccolato,
  • arachidi: no, non stai sognando. Gli arachidi – ebbene sì – fanno parte della famiglia dei legumi. Sono ricchissimi di grassi, ma anche di proteine vegetali (circa 30g per 100g) e vanno consumati con moderazione.
legumi
Gli arachidi fanno parte della famiglia delle leguminose

Proprietà nutrizionali

Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali, i legumi detengono il primato come proteine vegetale per eccellenza; infatti, l’apporto di proteine di questo alimento è quasi pari a quello della carne. Sono poi ricchi di fibre e sali minerali. Nonostante un apporto calorico piuttosto basso, le leguminose hanno un valore energetico importante – tra i più elevati degli alimenti di origine vegetali.

Una delle caratteristiche fondamentali di questi alimenti è quello di combattere il colesterolo: grazie alle saponine – i legumi contrastano il colesterolo cattivo, impedendone l’assimilazione. Sono utilissimi per l’intestino, dotati di fosforo, calcio e ferro: se mangiati freschi, sono inoltre ricchi di vitamina C.

Ecco qualche informazione sulle saponine

Se vuoi inserire i legumi all’interno della tua dieta, ma non sai come e in quante quantità, compila il nostro test nutrizionale gratuito: ti verranno consigliati i piatti più adatti a te e le indicazioni su una corretta alimentazione.

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Abbinamento e utilizzo in cucina

Dopo aver scoperto tutte le proprietà di questo alimento, è bene ora imparare a utilizzarlo al meglio. I legumi – pur contenendo un ottimo apporto di proteine – non possiedono, a differenza della carne, un profilo proteico completo. Per completare la catena aminoacidica e rendere le proteine “forti”, i legumi andrebbero consumati insieme ai cereali. Infatti, i cereali sono ricchi di metionina e cistina (aminoacidi), di cui i legumi sono carenti.

La composizione del piatto perfetto quindi prevede 2/3 di cereali e 1/3 di legumi: via libera quindi a piatti con mix di cereali e legumi, zuppe e insalatone. Noi di Nutribees ogni settimana inseriamo nel menù tantissimi piatti a base di cereali e legumi. La nostra filosofia sposa la dieta mediterranea e la regola del piatto sano, garantendo nei nostri piatti equilibrio, leggerezza e gusto. Non perde l’occasione di provare la nostra insalata di avena, spinacino e fagioli azuki oppure il nostro famoso risotto alla lacrima di Morro, ceci e cipolla caramellata.

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legumi
Avena con spinacino, fagioli azuki e mandorle tostate

Digeribilità: prevenire il gonfiore

Spesso quando si mangiano i legumi si accusa forte gonfiore e si finisce per abbandonarne il consumo. Questo succede perchè nelle bucce che ricoprono il seme sono contenuti degli oligosaccaridi che l’intestino non digerisce facilmente – provocando così gonfiore e indigestione. Quando perciò si cucinano i legumi secchi, vanno precedentemente messi in ammollo per mezza/un’intera giornata: in questo modo sarà più veloce ultimare la cottura ed eliminare tutte le sostanze antinutrizionali presenti. Infine, per evitare ancora di più il gonfiore e spesso disturbi di flatulenza, cerca di acquistare legumi già decorticati oppure preoccupati di togliere la buccia prima di mangiarli.

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Edulcorante maltitolo: cos’è e a cosa serve

Con il nome di edulcorante maltitolo si intende uno dei dolcificanti più utilizzati nell’industria alimentare al posto del comune zucchero. Si tratta di una sostanza creata in laboratorio, che viene utilizzata soprattutto per la preparazione di caramelle e chewing-gum e nei prodotti dolciari per diabetici.

Viene inoltre impiegata

  • Per dolcificare e coprire il sapore di alcuni medicinali (es. gli sciroppi)
  • Nei prodotti per l’igiene del cavo orale

Dal punto di vista chimico il maltitolo viene classificato tra i dolcificanti polialcoli, cioè quelle sostanze (come anche il sorbitolo e il mannitolo) che hanno un minore impatto glicemico sull’organismo e un più basso potere dolcificante rispetto al saccarosio.

Ma scopriamo più nel dettaglio cos’è il maltitolo e i motivi per cui viene utilizzato.

Edulcorante maltitolo: di cosa si tratta?

Il maltitolo non è presente in natura, fatta eccezione per alcune piccole quantità trovate nel malto tostato e nelle foglie di cicoria. La sostanza viene infatti realizzata chimicamente a partire dal maltosio, che a sua volta proviene dall’amido di mais.

Sulle etichette degli alimenti a volte lo si trova indicato con la dicitura E965, ma è un dolcificante talmente comune che quasi sempre si scrive il nome per esteso. Questo dolcificante viene inoltre venduto anche in polvere o sciroppo, da utilizzare al posto dello zucchero.

Non a caso, l’edulcorante maltitolo ha un sapore dolce del tutto simile a quello del comune saccarosio, e per questo motivo ne è un ottimo sostituto. Per l’esattezza, il suo potere dolcificante è pari al 75% di quello dello zucchero.

Non solo: spesso lo si preferisce ad altri dolcificanti artificiali come saccarina o il ciclamato perché, a differenza di questi, non lascia un retrogusto amarognolo in bocca.

Caratteristiche della sostanza

Quando si parla di edulcorante maltitolo, sono però soprattutto le caratteristiche fisiche e chimiche della sostanza che la rendono interessante dal punto di vista alimentare.

Innanzitutto il maltitolo è meno calorico del saccarosio (il primo fornisce 2,1 calorie per grammo contro le 3,9 del secondo), il che lo rende ottimo per chi sta effettuando una dieta dimagrante. Spesso viene infatti consigliato a persone in forte sovrappeso o obese.

Un’altra caratteristica interessante è che, a differenza del normale zucchero, non provoca la carie. Alcuni studi hanno inoltre rilevato che è addirittura in grado di prevenire la formazione della placca dentale, motivo per cui questa sostanza compare spesso tra gli ingredienti di dentifrici e colluttori.

edulcaorante maltitolo
A differenza di altri dolcificanti, pare che il maltitolo non provochi carie, bensì aiuti a prevenire la placca sui denti

Non da ultimo, l’edulcorante maltitolo:

  • È termostabile, quindi può essere utilizzato in cottura
  • Non altera sapore, colore e consistenza degli impasti

Edulcorante maltitolo: perché fa bene in caso di diabete

Come si è già detto però è il basso indice glicemico che fa del maltitolo un dolcificante parecchio impiegato nella preparazione di alimenti per soggetti diabetici. Questo è infatti pari a 53, contro un indice 100 del glucosio e 70 del saccarosio.

In altre parole, il dolcificante maltitolo, rispetto alle altre due sostanze, viene assorbito nel sangue più lentamente, evitando che si verifichi il picco glicemico tipico di chi soffre di diabete.

Altra caratteristica che rende il maltitolo perfetto per chi soffre di questa patologia, è il fatto che sia insulino-indipendente. Questo significa, una volta ingerito, la sua presenza nel sangue non influisce sui livelli di insulina e quindi non è pericoloso per un organismo che non è in grado di riprodurla.

Edulcorante maltitolo: fa male?

A proposito di edulcorante maltitolo se ne sentono tante. Senza dubbio la sostanza offre molti vantaggi anche se, come per altri additivi chimici, vi sono ancora dei dubbi su una sua presunta nocività per la salute.

Quello che è certo è che, se si esagera con le quantità, può dare problemi di tipo intestinale. Le sostanze dette polialcoli, di cui il maltitolo fa parte, hanno infatti tendenza a provocare crampi addominali e avere un effetto lassativo.

Attenzione a non esagerare con le dosi! L’edulcorante maltitolo può dare problemi all’intestino

Per evitare questo brutto effetto collaterale, basta però non consumare troppi alimenti che lo contengono. Di solito sulle confezioni sono riportare le dosi consigliate, in modo da non sbagliare.

Per concludere, sono stati fatti degli studi per capire se l’edulcorante maltitolo sia seriamente pericoloso e possa provocare patologie gravi. In realtà non si è mai arrivati a dei risultati certi, perciò ad oggi la sostanza è considerata sicura.

Se sei attento alle problematiche della salute vorrai certamente avere un’alimentazione equilibrata e priva di sostanze dannose. Su Nutribees troverai piatti dagli ingredienti genuini e senza additivi chimici aggiunti.

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Nel nostro menu troverai più di 40 ricette nuove alla settimana con consegna direttamente a casa tua. Inoltre, accedendo alla tua area personale, potrai ordinare nell’apposita sezione tantissimi snack, bevande e prodotti per la colazione sani e genuini!

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Calorie noci: le proprietà e perché fanno bene

Si sa che la frutta secca fa bene al nostro organismo: non a caso è stata segnalata dai nutrizionisti di tutto il mondo come cibo consigliato da assumere quotidianamente. Le noci in particolare sono molto salutari per il nostro corpo, perché ricche di grassi buoni e fibre. Trattandosi però di un cibo molto energetico, bisogna stare attenti al rapporto tra noci e calorie.

Le noci fanno ingrassare? Come per qualunque altro alimento la risposta è no, a patto che non si esageri. Non dobbiamo dimenticare infatti che, bisogna mangiare di tutto e nelle giuste quantità, anche per ciò che concerne gli alimenti che fanno bene.

Scopriamo insieme le calorie delle noci e tutte le fantastiche proprietà di questo frutto oleoso.

Calorie noci: ci fanno ingrassare?

Le noci sono molto caloriche: si calcola che in media forniscono 610-660 kcal per 100 grammi. Sono infatti consigliate come snack spezza fame e indicate per gli sportivi perché danno tutta l’energia necessaria a svolgere attività fisica.

Nonostante la grande quantità di calorie, le noci sono tuttavia indicate anche per chi vuole perdere peso, perché ricche di fibre, dall’alto potere saziante. Consumandole come spuntino oppure a colazione non si rischia quindi di mangiarne troppe come può accadere ad esempio con le merendine o gli snack salati che invece non saziano e lasciano la voglia di mangiare ancora. Sul sito di Nutribees puoi trovare una grande scelta di snack, come yogurt, frutta secca e barrette a base di noci! Puoi sfogliare il menù snack una volta completato il tuo ordine dei piatti, accedendo all’area personale.

calorie noci
Imposta i tuoi spuntini con una porzione di frutta secca, come le noci

Acido linoleico

Ma non è tutto. Le proprietà dimagranti delle noci sono dovute inoltre al loro alto contenuto di grassi insaturi, in particolare acido linoleico. Studi in questa direzione sono stati condotti negli Stati Uniti dalla Georgia University, e in seguito confermati poi dalla Oregon State University.

L’acido linoleico contenuto nelle noci è un’importante fonte di acidi grassi Omega 6, che sono utili a prevenire le malattie cardiovascolari e abbassare i livelli colesterolo cattivo (LDL) nel sangue. Per proteggere il cuore, si dice infatti che bastino tre noci al giorno. I grassi insaturi sono metabolizzati più velocemente rispetto a quelli saturi, e non si accumulano nella massa grassa, motivo per cui sono utili a mantenere il proprio perso forma.

Come però è già stato detto, non bisogna esagerare con le quantità perché, banalmente, se si va oltre il proprio fabbisogno calorico, si aumenta di peso. Gli Omega 6 contenuti nelle noci vanno inoltre bilanciati con la corretta quantità di acidi grassi Omega 3. Si raccomanda qui di consumare due o tre porzioni di pesce azzurro alla settimana, in modo da beneficiare di entrambe le sostanze.

Con il nostro test nutrizionale – oltre a scoprire il tuo peso e fabbisogno ideale – puoi scoprire la quantità di ogni alimento per porzione che dovresti mangiare secondo le tue esigenze. Puoi cliccare qui ed eseguire il test gratuitamente!

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Proprietà delle noci

Le noci sono un alimento gustoso e completo. La loro azione protettiva del sistema vascolare è resa possibile anche dal loro contenuto proteico. In particolare, tra gli aminoacidi abbiamo l’arginina, che serve al nostro organismo per sintetizzare l’acido nitrico, ottimo per la salute dei vasi sanguigni.

Notevole è anche l’apporto di vitamine e sali minerali, tra cui:

  • Vitamina E
  • Vitamine del gruppo B (tranne la vitamina B12)
  • Calcio
  • Magnesio
  • Potassio
  • Zinco
  • Fosforo
Le noci contengono tantissime proprietà

Un altro aspetto interessante è che le noci contengono acido ellagico, un antiossidante naturale di cui si stanno studiando le proprietà antitumorali. Le noci inoltre può contribuiscono a regolare il ritmo di sonno-veglia, poiché contengono melatonina, che è appunto quella sostanza che ci fa riposare bene.

Le calorie delle noci e la carica energetica che ci danno non sono quindi l’unico aspetto che rende questo frutto oleoso perfetto per un’alimentazione sana.

Calorie noci: ecco come cucinarle

Le noci dal punto di vista culinario sono molto versatili e si prestano sia a preparazioni dolci che salate. Grazie al loro apporto calorico inoltre sono perfette per arricchire qualunque tipo di ricetta, dando quella carica in più che serve a colazione o a merenda. Sono indicate da aggiungere anche nell’insalata, rendendola un piatto completo e sfizioso.

Per cominciare, al mattino puoi aggiungere qualche gheriglio di noce a un muesli preparato con yogurt, fiocchi d’avena uvetta e gocce di cioccolato. Davvero goloso!

calorie noci
Il muesli con yogurt e noci per una colazione sana

In alternativa puoi preparare una merenda leggera ma nutriente come un plumcake semplice con noci e miele. La ricetta è molto semplice, basta preparare l’impasto unendo farina integrale, burro, yogurt, le noci tritate e il miele. Si versa in uno stampo e si inforna per circa un’ora a 180°.

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Pansoti di Sori al sugo di noci

Se sei un amante delle noci, trovi nel menu di Nutribees alcuni piatti gustosi, come i nostri Pansoti di Sori al sugo di noci e le Castagnette del bosco, dei saporiti gnocchetti di patate e castagne con un sugo di Noci e funghi porcini, perfetti per un primo autunnale. Ordina ciò che preferisci, ti verrà consegnato comodamente a domicilio!

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Riso rosso fermentato: benefici e proprietà

Il riso rosso fermentato è un alimento ottenuto a partire dal comune riso che abbiamo tutti in casa, il cui nome scientifico è Oryza Sativa. Questo viene sottoposto all’azione di un lievito, il Monascus Purpureus, che dà al riso la colorazione rossa e lo arricchisce di numerosi principi attivi. In particolare, questo riso è particolarmente adatto a combattere il colesterolo.

Le proprietà del riso rosso fermentato sono note fin dall’antichità. Si dice che già nell’800 a. C. la dinastia cinese Tang conoscesse i suoi benefici e ne facesse largo uso sia in campo alimentare che medico. Ad oggi questo alimento è noto in tutto il mondo ed è un valido sostituto dei farmaci anti colesterolo.

Scopriamo insieme le proprietà del riso rosso fermentato e perché è prezioso per la nostra salute.

Colesterolo e farmaci

Il colesterolo è un grasso presente nel nostro organismo, che va a costituire le membrane delle cellule. Questo viene prodotto per lo più dal fegato, e in parte introdotto attraverso l’alimentazione. Se vuoi seguire un’alimentazione sana e bilanciata e sei un amante del riso rosso clicca qui!

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Inoltre forse non tutti sanno che esistono due tipi di colesterolo:

  • Quello buono, o HDL, che serve a ripulire il sangue dal grasso non utilizzato
  • Quello cattivo, o LDL, che tende invece ad accumularsi sulle pareti delle arterie, aumentando il rischio di problemi cardiovascolari

Nel caso aumenti il livello di colesterolo cattivo nel sangue bisogna intervenire con dei farmaci. Quelli più utilizzati si chiamano statine e sono prodotti in laboratorio. Questi hanno la funzione di riequilibrare i livelli di colesterolo nel sangue, ma spesso hanno dei brutti effetti collaterali, come

  • Infiammazioni articolari
  • Dolori ai muscoli
  • Problemi al fegato

Per questo motivo si è cercato di trovare una valida alternativa naturale alle statine, che avesse una altrettanto efficace azione anticolesterolo, ma che al tempo stesso desse meno problemi a livello fisico.

Riso rosso fermentato: proprietà anticolesterolo

Come si è detto appena sopra, il riso rosso fermentato era già conosciuto fin dai tempi più antichi, soprattutto in Asia. Nel 1979 ci fu però una scoperta decisamente interessante che rese chiare le incredibili proprietà di questo alimento.

Il professore Akira Endo, docente dell’università di Tokyo, scoprì infatti che il lievito Monascus Purpureus è in grado di arricchire il riso con delle sostanze nutritive, tra cui la Monacolina K, una statina vegetale dall’azione molto simile alla statina creata chimicamente e impiegata nei farmaci anticolesterolo.

Si calcola che appena 10g di Monacolina K al giorno sono in grado di normalizzare i livelli di colesterolo nel sangue senza tutti quei fastidiosi effetti collaterali che comportano i farmaci. In un mese si possono già ottenere degli ottimi risultati, con il colesterolo totale abbassato del 20% e quello cattivo del 30%.

Da qui si apre quindi la strada alla creazione di integratori a base di riso rosso fermentato, che possono essere acquistati senza la necessità di una ricetta medica. Tra questi i più comuni sono tavolette masticabili e compresse.

L’unico accorgimento per chi soffre di colesterolo è che gli integratori a base di riso rosso fermentato vanno assunti esattamente come un farmaco, ossia in modo continuativo. Se vengono sospesi infatti, il livello di colesterolo cattivo tornerà purtroppo ad innalzarsi.

Benefici del riso rosso fermentato

Il riso rosso fermentato non è indicato solo come alimento anticolesterolo, ma presenta diversi altri benefici. Ḕ nota infatti la sua azione protettiva nei confronti del sistema immunitario. Questa è favorita dalla presenza nel riso dei flavonoidi, sostanze che bloccano l’azione dei radicali liberi e prevengono l’invecchiamento delle cellule.

Questo alimento inoltre contribuisce a diminuire lo stress, grazie a una sostanza chiamata acido gamma-amminobutirrico. Ha infine un’azione antinfiammatoria delle vie respiratorie, perché è ricco di saponine, sostanze di cui sono ricchi generalmente i cereali fermentati.

Il riso rosso fermentato a tavola

I benefici del riso rosso fermentato però non si fermano qui. Dei recenti studi stanno infatti cercando di capire se questo alimento possa essere in grado anche di prevenire alcune malattie degenerative.

riso rosso fermentato
Risso rosso fermentato con piselli, un piatto unico saporito

Ḕ quindi una buona idea introdurre il riso rosso fermentato nella propria dieta. Questo tra l’altro ha un particolare gusto dolce, che piacerà sicuramente a tutti. Il riso rosso fermentato può essere cucinato al vapore per circa 30-40 minuti, e poi guarnito con verdura o pesce. Ḕ quindi perfetto per preparare un ottimo piatto unico, leggero e bilanciato.

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Gran Verdure con riso selvaggio e ceci saltati

Nel menu di Nutribees puoi trovare tanti piatti gustosi e salutari. Se vuoi provare tutto il sapore del riso rosso fermentato, ordina il nostro piatto di Gran verdure con riso selvaggio e ceci saltati, insieme  a tante altre fantastiche ricette.

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THIS isn’t Chicken: se non è pollo, allora cos’è?

Se ami scoprire sempre nuovi cibi e sei un amante dell’alimentazione vegana, questo è l’articolo che fa per te. Anche in Italia è approdata la nuova frontiera dell’alimentazione vegana: dopo il beyond burger – che ci ha stregati con il suo gusto estremamente fedele alla carne – ecco che arriva il THIS. No, non si tratta di bufale, è proprio così! Anche in Italia è arrivato il nuovissimo sostituto di carne vegano. Scopriamo che cos’è il THIS isn’t chicken!

Questo non è pollo: allora cos’è?

Ma che cos’è esattamente il THIS? Non è altro che carne vegana, composta principalmente da proteine della soia, acqua e proteine di piselli. É vegano, sì, ma ha tutto il sapore del pollo. L’azienda inglese THIS – da qui il suo nome – ha studiato per tanto tempo a un prodotto che si avvicinasse il più possibile, per carnosità e gusto, al nostro amato pollo. Loro stessi dicono a riguardo: “Per la consistenza, prendiamo ingredienti a base vegetale e introduciamo calore, pressione e acqua. Con le nostre tecniche di cottura, siamo in grado di produrre alimenti con una consistenza fibrosa, proprio come la carne.

THIS
Pollo alle mandorle e THIS isn’t Chicken

Perchè un pollo che non è pollo?

In tanti si sono chiesti la stessa cosa per il beyond burger: perchè creare un surrogato vegano della carne? Il THIS di pollo – insieme al beyond – viene considerato un punto di svolta per la sostenibilità dell’ambiente. Infatti, la creazione di questi prodotti, pare che riduca drasticamente il consumo di acqua e le emissioni di CO2. Oltre a pensare alla sostenibilità, l’azienda ha creato un prodotto vegano ricco. Le caratteristiche del THIS sono:

  • contiene Ferro e Vitamina B12
  • Proteine: al suo interno sono presenti proteine derivanti dai legumi – per esempio dalle lenticchie – dal tofu, dal seitan e tempeh.
  • NON contiene Nitrati
  • NON contiene Antibiotici
  • Ha una durata di conservazione più lunga rispetto alla carne

Dove trovo il THIS?

Se ti sei incuriosito al THIS, ti starai anche chiedendo dove sia possibile trovarlo e gustarlo. A differenza del beyond burger – che ormai viene venduto da svariati supermercati – in Italia, questo non è facilissimo da reperire: sicuramente molti locali e ristoranti vegani hanno iniziato a proporlo nel loro menù.

THIS
THIS con broccoli e carote

Noi di Nutribees abbiamo inserito tra le nostre ricette, il primo piano dedicato al pollo THIS. Sul nostro sito puoi trovare tantissimi piatti di tutti i gusti, realizzati con ingredienti sani e di qualità. Scegli tra più di 40 ricette ogni settimana e non perdere l’occasione di provare la nostra versione del THIS isn’t chicken con broccoli, fagiolini e carote!

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Borragine: come usarla e le proprietà della pianta

La borragine è una piantina da vaso con fiori a forma di stella di colore blu e foglie ovali, coperte di peli, dalla consistenza dura e vellutata. Ḕ nata in Oriente, ma ormai è ampiamente diffusa in tutta l’Europa e cresce fino a 1000m di altezza.

A prima vista può sembrare solo un bel fiore decorativo, ma forse non tutti sanno che la borragine si può anche utilizzare in cucina.

La cosa incredibile è che di questa piantina non si butta via proprio niente, ma si può consumare sia i fiori che le foglie, preparandoli in tantissimi modi diversi. Naturalmente è necessario sapere come prepararla e come utilizzare al meglio le varie parti della pianta per sfruttare tutte le sue fantastiche proprietà.

Vediamo insieme come usarlain cucina e quali sono le ricette più buone per gustarla.

Borragine: come usarla in cucina

Innanzitutto va fatta una distinzione. Mentre i fiori della borragine possono essere consumati anche crudi, le foglie vanno necessariamente cucinate, poiché la peluria di cui sono ricoperte e la consistenza dura le renderebbero sgradevoli al sapore.

Per prima cosa è quindi necessario staccare le foglie dal gambo e pulirle, lasciandole in ammollo in acqua e bicarbonato per qualche minuto. Dopo averle risciacquate le foglie sono pronte per essere cucinate nel modo che preferite.

I fiori invece, come si è detto, possono essere consumati direttamente crudi, magari per arricchire insalate o in mettendoli in infusione in acqua bollente per preparare una tisana dalle proprietà benefiche. I fiori di borragine inoltre sono così belli che possono semplicemente essere utilizzati come decorazione per aggiungere un tocco di eleganza a qualunque piatto!

Come cucinare le foglie

Primi, secondi, contorni… Non c’è limite alle ricette che si possono preparare le foglie di borragine. La cosa interessante è che queste sono presenti in molti piatti tradizionali regionali della nostra penisola.

Uno di questi è senz’altro il minestrone alla genovese, preparato con legumi e verdure, che grazie a questa pianta assume un gusto più forte e deciso. Il piatto è sicuramente l’ideale ora che sta arrivando la brutta stagione e può essere una valida alternativa alla classica minestra.

Sempre dalla tradizione ligure abbiamo il pesto di borragine, dove questa va a sostituire il basilico e al posto dei pinoli ci sono le mandorle. Un’altra idea potrebbe essere di preparare il ripieno per la pasta fresca come ravioli e pansoti.

borragine
I pansoti ripieni di borragine, piatto tipico ligure

Passando ai secondi piatti, un grande classico sono le frittelle di foglie di borragine, da arricchire con formaggio pecorino per una ricetta più sfiziosa, o da preparare al forno se si vuole stare più leggeri.

Per un contorno facile e veloce si può infine cucinarla al vapore e condirla semplicemente con sale, olio e limone: tanto gusto e leggerezza!

Le sue proprietà

La borragine non è solo ottima da cucinare, ma anche piena di proprietà benefiche per l’organismo, soprattutto antinfiammatorie. Nella medicina di una volta, questa pianta veniva infatti indicata come rimedio per la tosse e le infezioni del tratto respiratorio.

Questa può inoltre trattare i problemi di reumatismi, reni e vescica. Ancora oggi questa pianta viene impiegata in omeopatia contro artrite reumatoide, dolori articolari, laringiti e raffreddore.

L’azione antinfiammatoria è dovuta alla grande quantità di vitamina C e di potassio che la pianta contiene. Tra le altre sostanze di cui è ricca abbiamo anche:

  • Vitamina A
  • Calcio
  • Ferro
  • Magnesio
  • Sodio

Una sola avvertenza: non è indicata a chi soffre di patologie al fegato, perché potrebbe causare dei problemi.

Olio di borragine

Sono però soprattutto i suoi semi ad essere un concentrato di salute per il nostro corpo. Sono infatti ricchi di acidi grassi polinsaturi come:

  • Alfa-acido linoleico
  • Acido linoleico
  • Acido oleico

Questi hanno un’azione antinfiammatoria e proteggono il sistema cardiovascolare. Dai semi si ottiene inoltre per spremitura a freddo un olio vegetale largamente utilizzato sia dal punto di vista terapeutico che in cosmetica.

L’olio di borragine può essere infatti utile in caso di patologie della pelle come la psoriasi, gli eczemi e la dermatite. Ḕ inoltre un ottimo alleato contro rughe, smagliature e pelle impura; ha infatti una fantastica azione antiossidante e stimola la rigenerazione del tessuto cutaneo.

Se desideri scoprire nuovi alimenti e mantenerti in forma con una dieta equilibrata, ordina dal menù di Nutribees. Troverai un’ampia selezione di ricette tutte gustose e salutari, con consegna in tutta Italia e la possibilità di avere un menù personalizzato.