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Fringe benefit: cosa sono e alcuni esempi

Sono una delle risorse più importanti a disposizione delle aziende per incentivare, motiva e aumentare la soddisfazione dei dipendenti. I fringe benefit – o “benefici marginali/accessori” – consistono in beni e servizi che il datore di lavoro mette a disposizione dei dipendenti, oltre alla canonica retribuzione mensile. Queste agevolazioni vengono riportate in busta paga mensilmente e vengono concessi ai dipendenti in smart working e non.

Ma quali sono esattamente i fringe benefit a disposizione del dipendente? Vediamo alcuni esempi.

Esempi di fringe benefit

Gli esempi di fringe benefit più comuni sono:

  • mensa aziendale interna o mensa aziendale diffusa
  • convenzioni con ristoranti o bar vicini alla sede di lavoro
  • buoni pasto cartacei o elettronici: sono solitamente i benefit aziendali più apprezzati. Il loro valore varia solitamente da 2 ad un massimo di 15€
  • telefoni, computer e tablet aziendali
  • auto aziendali in uso promiscuo o per uso personale
  • buoni spesa
  • assistenza sanitaria
  • polizze assicurative
  • alloggi messi a disposizione dei dipendenti e della famiglia
fringe benefit: mensa aziendale
Mensa aziendale: un fringe benefit

Solitamente, i fringe benefit vengono considerati come elementi che influiscono sulla formazione del reddito lavorativo; vengono quindi soggetti a tassazione IRPEF e INPS, solo se il loro valore è superiore alla soglia di esenzione che per il 2021 è di €515,46.

Mensa aziendale diffusa: un benefit in aumento

La mensa aziendale diffusa è un benefit in forte aumento per le aziende. Nutribees ha da poco attivato un servizio dedicato a questa idea: l’azienda concorda con Nutribees un numero di pasti pronti per i propri dipendenti mensilmente, in modo da garantire loro una pausa pranzo pratica, veloce e gourmet ovunque essi si trovino – a casa o in ufficio.

Il servizio aziendale di Nutribees garantisce ai dipendenti – in accordo con il datore di lavoro – un numero di pasti mensili da

Accedendo alla propria area personale, il dipendente può quindi costruirsi un menù personalizzato, scegliendo tra più di 40 piatti disponibili sul menù di Nutribees. A fine mese i piatti non consumati si azzerano e il sistema carica automaticamente il nuovo numero di pasti disponibili per il mese successivo.

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Mensa aziendale: una soluzione per la pausa pranzo

Secondo alcuni dati del Welfare Index, in Italia l’equilibrio tra lavoro e pausa pranzo dei dipendenti si declina in tre maniere differenti: utilizzo di buoni pasto, mense o ristoranti convenzionati, mensa aziendale.

L’8,1% delle aziende ha una propria mensa aziendale, dove i dipendenti possono consumare i pasti. Ma quando questa è obbligatoria per i dipendenti?

Diritto alla pausa pranzo: la normativa

La normativa dedicata alla pausa pranzo aziendale risale ad una legge del 2003. Secondo la legge, l’azienda deve riconoscere obbligatoriamente la pausa pranzo ai suoi dipendenti se l’orario di lavoro supera le 6 ore giornaliere. Nonostante ciò, non esiste alcun dovere da parte dell’azienda di predisporre una mensa aziendale dedicata ai dipendenti. Per questo motivo, le soluzioni alternative ricadono sull’utilizzo di buoni pasto riservati ai dipendenti, la convenzione di mense o ristoranti o servizi di mensa aziendale diffusa.

mensa aziendale per la pausa pranzo
Pausa pranzo in ufficio

Un nuovo modello per la pausa pranzo

La missione di Nutribees è da sempre quella di rendere più facile la vita di chi non ha tempo/nè voglia di cucinare, non rinunciando a mangiare bene in modo sano. Ecco perchè abbiamo pensato di creare un nuovo modello dedicato alle aziende e ai dipendenti, ispirato alla mensa aziendale.

Il servizio Mensa di Nutribees è un servizio che il datore di lavoro fornisce ai propri dipendenti, al pari di un qualsiasi servizio di mensa aziendale. L’idea è dedicata a tutte quelle aziende che non trovano corrispondenza nell’uso di buoni pasto o che non siano in grado di offrire un servizio di mensa aziendale – scegliendo per i propri collaboratori piatti gustosi e il più possibile bilanciati, consegnati direttamente a casa o in ufficio.

Come funziona

Il servizio è molto semplice:

  • Una volta firmato il contratto con l’azienda, Nutribees carica all’interno del portale un numero di piatti mensili per ogni dipendente.
  • Il dipendente si registra sul sito e trova automaticamente nella sua area personale i piatti caricati. Da quel momento può scegliere i piatti secondo i propri gusti e la modalità di consegna in maniera indipendente.
  • A fine mese il sistema annulla i piatti non consumati e carica il numero di piatti previsto per il mese successivo.
mensa aziendale: come funziona il modello di nutribees
Come funziona il servizio di Mensa di Nutribees

Il dipendente può scegliere nel menù tra più di 40 piatti diversi a settimana. Inoltre, compilando un test nutrizionale gratuito iniziale, gli verranno consigliati i piatti più adatti secondo le proprie esigenze.

I vantaggi

  • Nessun costo di attivazione
  • Nessun canone mensile
  • Prezzo per piatto senza minimo garantito: 8€ + IVA 10%
  • Nessun limite di spesa e servizio interamente deducibile

Se sei interessato e vuoi avere maggiori informazioni puoi compilare il form che trovi a questo link.

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Kombucha: caratteristiche e benefici dell’antica bevanda

Molti popoli dell’estremo oriente lo definisce “elisir di lunga vita”. Ricco di benefici e dalla tradizione milleria, il kombucha è una bevanda famosa per le molteplici proprietà benefiche. Ma che cos’è esattamente? Scopriamo insieme le sue caratteristiche e come prepararla.

Che cos’è il kombucha

Affonda le sue radici più di mille anni fa nella regione della Manciuria, in estremo Oriente; da qualche anno è in voga in occidente, ormai anche reperibile in alcuni negozi specializzati in alimentazione naturale. Il kombucha è una bevanda frizzante – un fermentato che contiene tantissimi batteri e lieviti “amici” del nostro organismo.

Ha un colore intenso, ambrato e un sapore acidulo – simile al sidro di mele – ma in molti casi è reperibile anche in versioni aromatizzate. La fermentazione del kombucha avviene tramite la combinazione di zucchero e un insieme di batteri e lieviti che viene chiamata Scoby.

Kombucha scoby
Scoby – insieme di lieviti e batteri presenti nel Kombucha

Tante tantissime proprietà

Il kombucha è considerato da sempre una bevanda dai benefici portentosi, dalle virtù depurative e amico del sistema immunitario.

  • Ripristina ed riequilibra la flora batterica, grazie alla presenza di molteplici probiotici vivi che aiutano il regolare funzionamento dell’intestino. Viene inoltre consigliato l’utilizzo del kombucha a chi soffre di stipsi o diarrea.
  • Aiuta il processo di digestione
  • Porta miglioramenti al metabolismo e peso forma
  • Purifica e disintossica l’organismo
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Ha proprietà ringiovanenti grazie alla presenza di vitamina del gruppo B e C, enzimi, acido lattico e caffeina
  • Rafforza il sistema cardiocircolatorio e regola la pressione sanguigna
  • É un ottimo alleato per chi soffre di insonnia e di scompensi alla vista

Kombucha: come prepararlo a casa tua

É possibile preparare il kombucha anche a casa tua; ti occorrerà:

  • acqua
  • zucchero (meglio se di canna)
  • tè in foglia (preferisci tè neri o verdi, non aromatizzati)
  • scoby
  • starter (ingrediente base, non è altro che del kombucha di altra fermentazione, che ti aiuterà a far partire la fermentazione della tua bevanda fatta in casa)

La procedura per preparare il kombucha inizia con l’infusione delle foglie di tè (segui i tempi di infusione del tè che scegli di acquistare; ogni tè ha tempi di infusione differenti); successivamente filtralo, dolcifica con 100g di zucchero/litro e lascia raffreddare. Trasferisci il tè infuso e dolcificato in un contenitore a bocca larga e aggiungere lo starter e subito dopo lo scoby.

Kombucha a casa: il primo passaggio è infondere il tè
L’infusione del tè è il primo passaggio per creare il kombucha a casa tua

Copri il contenitore con un panno per far traspirare: questo passaggio sarà la prima parte della fermentazione. Fai fermentare per 10/15 giorni (il tempo scelto inciderà sull’acidità del kombucha e quindi sul suo gusto). Una volta passato il tempo di fermentazione puoi imbottigliare la tua bevanda e – volendo – lasciarla fermentare per un massimo di altre 48 ore: in questo modo diventerà frizzante.

fermentazione di kombucha
Vasetti con kombucha in fermentazione

Utilizzo

Il kombucha è una bevanda adatta a tutti, dagli anziani ai bambini… addirittura anche ai nostri amici animali! Non ci sono particolari indicazioni di consumo: come per ogni alimento, è consigliato un consumo bilanciato, senza esagerazioni. Tuttavia, molti consigliano di berlo a stomaco vuoto, prima dei pasti.

Se vuoi seguire un’alimentazione sana e bilanciata puoi ordinare sul sito di Nutribees, il servizio di healthy food delivery che consegna pasti pronti in tutta Italia. Ogni settimana trovi più di 40 ricette con ingredienti freschi, perfetti per ogni tipo di alimentazione.

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Cibi Alcalini: cosa sono e quali mangiare

Cibi confezionati, grassi idrogenati, zuccheri e proteine animali sono per molti alla base della propria alimentazione. Secondo la dieta alcalina però, proprio questi alimenti tenderebbero ad avere una reazione acidificante sul corpo, aumentando il rischio di malattie infiammatorie e tumori per la nostra salute.

Ecco che entrando in gioco i cibi alcalini, capaci di riportare il ph ad un equilibrio perfetto per il nostro organismo. Ma cosa sono esattamente i cibi alcalini e quali sono? Scopriamolo qui sotto.

Cosa sono e che benefici hanno

I cibi alcalini sono quegli alimenti che non alterano il ph del sangue e dei nostri tessuti, mantenendo il corpo al valore di 7. Secondo gli esperti questi cibi apporterebbero numerosissimi benefici al nostro organismo: per molti, una dieta costituita da una prevalenza di cibi acidi porta ad una perdita dei minerali essenziali, come magnesio e calcio – elementi indispensabili per le nostre ossa. Infatti, i cibi alcalini eviterebbero l’insorgere di patologie infiammatorie, ad esempio artrite, osteoporosi, calcoli renali e fenomeni cancerogeni.

cibi alcalini
I cibi alcalini aiutano a prevenire l’insorgere di patologie infiammatorie come artrite e osteporosi

Cibi alcalini: quali sono?

La dieta alcalina prevede l’assunzione di circa l‘80% di cibi alcalinizzanti e il restante 20% di cibi acidificanti. Ma quali sono quindi gli alimenti alcalini?

  • Vegetali: fanno parte dei cibi alcalini la maggior parte dei vegetali, in particolar modo tutta la famiglia dei cavoli e broccoli e la verdura a foglia verde come spinaci, bietole e scarola e lattuga
  • Patate e altri tuberi: rape, carote, ravanelli e barbabietole hanno un effetto alcalinizzante sul nostro corpo. Gli esperti consigliano di mangiarle sia crude che cotte al vapore o bollite, condite con olio extravergine di oliva
  • Frutta e frutta essiccata: tutta la frutta fresca, soprattutto anguria, uva e mango
  • acque alcalinizzanti
  • spezie come il peperoncino di cayenna
cibi alcalini
I vegetali, in particolare cavoli, broccoli e verdure a foglia verde, sono i principali cibi alcalini

Secondo gli studi una dieta alcalina preferisce il consumo quotidiano di questi alimenti, a discapito di proteine animali come carne, pesce, latticini, uova e cibi poveri di fibre. Da abbinare agli alimenti alcalinizzanti sono consigliati i cereali integrali, facendo attenzione a seguire alcune associazioni alimentari come

  • cereali e frutta
  • verdura e proteine
  • semi e frutta
  • verdure e cereali

Il menù di Nutribees offre tantissime soluzioni e abbinamenti perfetti per la dieta alcalina, come la Buddha Bowl di grano saraceno e avocado: un concentrato di energia che abbina i cereali integrali a verdura e grassi buoni.

cibi alcalini
Buddha bowl di grano saraceno e avocado

Ogni settimana trovi sul sito di Nutribees più di 40 piatti realizzati con ingredienti di qualità. Compila il test nutrizionale gratuito per scoprire quali sono i piatti migliori, secondo le tue esigenze.

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Health & Wellness, Lifestyle

Dieta per gastrite: cosa mangiare e cosa evitare

Il tuo stomaco è debole e troppo sensibile? Soffri di un forte bruciore alla bocca dello stomaco, dolore e ti senti pienissimo subito dopo aver mangiato? Se hai tutte queste sensazioni, potresti probabilmente soffrire di gastrite. Ma che cos’è esattamente? Esiste una dieta per gastrite capace di calmare i suoi sintomi fastidiosi? In questo articolo facciamo un po’ di chiarezza su cosa è la gastrite, cosa è consigliato mangiare e cosa invece evitare.

Gastrite: che cos’è?

La gastrite è una infiammazione dello stomaco, che può essere acuta – se i sintomi compaiono improvvisamente – oppure cronica – se aumenta lentamente e continua più a lungo nel tempo. Tranquillo, non è un’infiammazione pericolosa; tuttavia, nella maggior parte dei casi, può essere molto fastidiosa e quindi causare malessere duraturo. Se inizi a soffrire di gastrite probabilmente il tuo stomaco è particolarmente debole. Ma quale può essere la causa?

Le cause della nascita della gastrite possono essere varie: l’abuso di alcuni farmaci, l’utilizzo regolare di antinfiammatori, infezioni batteriche, abuso di fumo, alcol e caffè, e addirittura il forte stress. La gastrite causa sintomi come inappetenza, forte reflusso, crampi addominali, alitosi e a talvolta anche vomito. Se questi sintomi persistono è sicuramente il caso di procedere con la cura dell’infiammazione, partendo soprattutto da una buona dieta per gastrite.

dieta per gastrite: evita l'uso di alcool  e fumo
L’abuso di alcool e fumo sono una delle cause più frequenti della gastrite

Dieta per gastrite: alcuni piccoli accorgimenti

Solitamente la gastrite viene curata – se non in casi specifici gravi – con una buona terapia alimentare. Bastano alcuni piccoli accorgimenti per migliorare lo stato del vostro stomaco e i sintomi fastidiosi:

  • Riduci al minimo lo stress
  • Mangia piano e mastica con cura
  • Fai piccoli pasti, in modo da non sentirti troppo pieno
  • Elimina alcuni elementi irritanti come il fumo, caffeina/teina, bevande energetiche e gassate, le spezie
  • Evita i cibi troppo processati e ricchi di sale
  • Riduci gli alimenti troppo ricchi di grassi, come alcune parti del maiale, gli insaccati, i formaggi troppo stagionati
  • Non consumare frutta troppo acidula
la frutta acidula non va inserita in una dieta per gastrite
La frutta acidula può peggiorare lo stato della tua gastrite

Ecco cosa è meglio mangiare

se si vuole seguire una dieta per la gastrite: prima di tutto soffermati sul metodo di cottura che sei abituato a seguire durante la preparazione dei tuoi pasti. Se sei un amante del fritto o delle preparazioni non troppo leggere, dimenticale per un po’. Sono infatti da prediligere in caso di gastrite acuta la cottura a vapore, l’uso della griglia/piastra, la cottura al forno e al cartoccio. Essendo la gastrite un’infiammazione delle pareti dello stomaco, cerca di prediligere alimenti antinfiammatori e probiotici.

Tra quelli antifiammatori i più famosi sono:

  • spinaci, cavoli, broccoli e tutta la verdura a foglia verde
  • il pesce azzurro, tra cui sardine, sgombro e salmone
  • frutta secca
  • olio extravergine di oliva

Tra quelli probiotici invece ci sono yogurt naturale, kefir, crauti, kombucha, tempeh e miso.

Una giornata tipo per una dieta da gastrite potrebbe essere: colazione con yogurt naturale/kefir e muesli alla frutta secca, pranzo e cena con del filetto di pesce azzurro o della carne magra, verdura a foglia verde e una fonte di carboidrati integrali, mentre per gli spuntini frutta non acidula e yogurt.

dieta per gastrite
Nutribees

Nutribees offre un menù estremamente vario ogni settimana. Con più di 40 ricette a settimana, ti garantisce una vasta scelta tra primi piatti e secondi con ingredienti di qualità e verdure di stagione quando possibile. Dai uno sguardo al sito per scoprire di più sul nostro servizio

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Rientro dalle vacanze: cosa mangiare per stare in forma

La spiaggia, la sveglia tardi e i tempi dilatati sono ormai un ricordo lontano. Con l’arrivo di settembre è tempo di rientro e del ritorno in ufficio o in smart working. Il rientro dalle vacanze può essere per molti drammatico, a causa delle levatacce all’alba, dei ritmi frenetici e delle spese per riempire il frigo con qualcosa di leggero e salutare. Perchè sì, sappiamo benissimo che ormai gli spritz al tramonto e le cene al ristorante devono fare spazio ad un’alimentazione più sana e leggera. Il gonfiore e (forse) qualche chilo di troppo si fa sentire: è quindi ora di tornare in forma dopo il rientro dalle vacanze. Ma come rimettersi in carreggiata senza troppo stress? In questo articolo cercheremo di darti dei consigli per tornare a mangiare sano dopo il rientro dalle ferie.

Alcuni consigli per lo stress da rientro

Prima di parlare di alimentazione, è giusto condividere qualche consiglio per evitare il classico e fastidioso stress da rientro. Secondo alcuni studi, gli italiani che soffrono di disturbi da rientro delle vacanze sono quasi 6 milioni. Stanchezza, mal di vacanza e spossatezza si ripercuotono sul nostro fisico, producendo sintomi come l’ansia, nervosismo e molto spesso l’insonnia. Cosa fare quindi per evitare ciò?

  • Cerca di organizzare il lavoro: diluisci il lavoro, poniti degli obiettivi giornalieri o settimanali per evitare di avere troppe cose da fare nell’immediato.
  • Iniziare a bomba sì.. ma fai qualche pausa: assicurati di fare 5 minuti di pausa ogni ora/ora e mezza.
  • Cerca di dormire almeno 7/8 ore a notte.
  • Fai movimento dopo le ore in ufficio o davanti al pc.
  • Fai pasti leggeri e ben bilanciati.
rientro dalle vacanze: dormi bene
Dormire bene aiuta a mantenere la concentrazione e le energie durante la tua giornata di lavoro. Cerca di riposare almeno 7/8 ore a notte

Rientro dalle vacanze: cosa mangiare per tornare in forma e stare leggeri

Durante le vacanze si segue un’alimentazione senza regole e restrizioni, per cui è molto facile tornare a casa con qualche chilo di troppo sulla bilancia. Non preoccuparti, non è niente di irrimediabile: per tornare in carreggiata e abbassare l’ago della bilancia bisogna seguire solo qualche piccolo e semplice accorgimento.

Gli errori da evitare

La voglia di far sparire gli effetti visibili di una dieta sregolata, possono farti ricadere in scelte estremamente sbagliate per la tua alimentazione.

  • Non incappare in diete drastiche o giorni di detox assoluto: ti porterebbero solo a debilitare il tuo organismo, che abbisogna invece di energia per ricominciare con il lavoro e la routine quotidiana.
  • No al digiuno o al salto dei pasti.
rientro dalle vacanze: non ripiegare su digiuni o diete troppo drastiche
Il digiuno può portare a sintomi quali irritabilità, stress eccessivo, mal di testa

Alcuni consigli per tornare in forma

Per riprendere invece con la sana alimentazione bastano alcune semplici tips da seguire:

  • cerca di bere molta acqua ed evita per qualche giorno bevande gassate o alcolici
  • riduci il consumo di sale e olio: durante le vacanze avrai sicuramente mangiato cibi ricchi di sale e olio; cerca quindi di ridurre i condimenti e prediligi l’utilizzo di spezie per insaporire i tuoi piatti
  • riprendi l’abitudine di fare 4/5 pasti al giorno
  • prediligi i cibi di stagione
  • utilizza ingredienti freschi ed evita cibi troppo lavorati, spesso ricchi di grassi, zuccheri e sale
  • prediligi il consumo di carboidrati integrali
  • prediligi fonti magre, come carni bianche, pesce azzurro e formaggi magri
  • fai pasti completi, ricchi di tutti i macronutrienti necessari: carboidrati, proteine, grassi e fibre

Se non hai modo di organizzarti le pause pranzo e non vuoi ricorrere al classico panino al volo o ai fast food, noi di Nutribees possiamo fare al caso tuo. Nutribees è un servizio di healthy food delivery che fornisce piatti pronti a domicilio. Ogni settimana trovi sul sito più di 40 ricette diverse, preparate da veri e propri chef.

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Summer Selection: come mangiar sano in estate

Con l’arrivo del caldo siamo in cerca di cibi gustosi da mangiare in estate, che siano allo stesso tempo sani e leggeri. Tra il lavoro e i mille impegni non sempre è facile seguire un’alimentazione sana. Noi di Nutribees abbiamo lanciato una linea di piatti in collaborazione con la Dottoressa Francesca De Blasio. La Summer Selection è una linea di ricette perfette per tornare in forma in estate. In questa intervista parleremo con la nutrizionista Francesca De Blasio della scelta dei piatti e di quali siano i segreti per una corretta alimentazione estiva.

Ciao Francesca, ti presenteresti a chi ci legge in poche parole?

Sono Francesca de Blasio ed esercito la professione di Biologa Nutrizionista occupandomi di valutazione nutrizionale ed elaborazione dietetica personalizzata.

Francesca de Blasio, nutrizionista della Summer Selection
Dottoressa Francesca De Blasio


Laureata triennale e magistrale in Biologia della Nutrizione presso l’Università Federico II di Napoli, proseguendo poi gli studi con il
titolo di Dottore di Ricerca in Sanità Pubblica e Medicina Preventiva. Attualmente vivo a Torino dove svolgo attività di libero-professionista in ambito dietetico presso il mio studio privato.

Quanto è importante bilanciare la propria alimentazione in estate?

Un’ adeguata alimentazione tutto l’anno è indispensabile per garantire il mantenimento dell’organismo in buona salute. Durante i periodi più caldi, per far fronte al rischio di disidratazione e di cali di pressione, è importante prestare particolare attenzione all’apporto di acqua e sali minerali. Nei mesi estivi, teniamoci lontani da cibi troppo salati o troppo grassi che, di contro, possono contribuire ad appesantirci e a sentirci spossati.

Cosa non bisogna fare assolutamente?

Spesso, con l’obiettivo di tornare in forma rapidamente in vista della prova costume si ricorre a diete fai da te, a schemi dalla dubbia scientificità recuperati da internet (la dieta del melone o quella del cetriolo) o a diete drasticamente ipocaloriche. Ma attenzione: una sana e duratura perdita di peso richiede tempo e la consapevolezza che quello che mangiamo oggi influenza la nostra salute (non solo il nostro peso) domani.

In cosa consiste la Summer Selection di Nutribees?

La Summer Selection è un’iniziativa di Nutribees che mette a disposizione per la stagione estiva una raccolta di ricette bilanciate e leggere per prepararsi alle vacanze in modo semplice, mangiando equilibrato, ma soprattutto gustoso. Ho personalmente selezionato le ricette che meglio rispondevano ai criteri di adeguatezza nutrizionale di un piatto sano e completo, che incontrassero diversi gusti le necessità, con primi e secondi di carne e di pesce e opzioni vegetariane e vegane.

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In base a quali criteri hai scelto i piatti della Summer Selection?

Personalmente, ho ritenuto opportuno dare preferenza ai piatti che avessero un moderato apporto calorico e di grassi, un medio/ elevato apporto proteico e un elevato apporto di fibra, in modo da garantire la completezza dei nutrienti e un elevato senso di sazietà, elementi alla base di un’alimentazione sana e sostenibile nel tempo, contrariamente alle diete “lampo”, troppo restrittive, di cui sentiamo tanto parlare con l’arrivo dell’estate.

summer selection
Fregola sarda ai frutti di mare è uno dei piatti della Summer Selection

Daresti qualche consiglio non scontato a chi non sa regolare la propria alimentazione in questo periodo dell’anno?

Innanzitutto mi sento di mettere in guardia da proposte di diete lampo, quelle che promettono di perdere 7 kg in 7 giorni. Purtroppo, non esistono scorciatoie e la consulenza specialistica di un Nutrizionista abilitato (biologo o medico) è fondamentale. Esistono tuttavia alcune regole di base che possono aiutarci nel percorso a raggiungere prima i nostri obiettivi:

  • Evita snack salati (patatine, noccioline, grissini)
  • Preferisci merende a base di frutta fresca o yogurt magro(preferibilmente bianco al naturale)
  • Limita il consumo di gelati, ghiaccioli e granite al massimo auna o due porzioni piccole alla settimana
  • Bevi almeno 2 L al giorno 
  • Non trascurare l’attività fisica, preferendo le ore più fresche della giornata

Quali sono infine gli alimenti che non devono mai mancare a tavola?

La frutta e la verdura sono alimenti che non possono e non devono mancare sulle nostre tavole, quando la richiesta di acqua e sali minerali si fa ancora più impellente. Non dimentichiamoci inoltre dei legumi, spesso additati come alimenti “invernali”. Al contrario, i legumi rappresentano una fonte proteica perfetta per la stagione estiva: leggeri, sazianti, ricchi di potassio e magnesio, ingredienti ideali per comporre delle colorate insalate insieme a cereali e a verdure di stagione!

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Dieta Eutirox: cosa mangiare per chi assume levotiroxina

La tiroide è una ghiandola, produttrice di ormoni, importantissima per la funzionalità del nostro organismo. Secondo Humanitas in Ipotiroidismo: come e perché si manifesta, in alcuni casi la tiroide fatica a produrre la normale quantità di ormoni tiroidei, determinando un disordine definito ipotiroidismo. L’ipotiroidismo è trattato con farmaci come la levotiroxina o eutirox e con una alimentazione adeguata, in grado di aiutare il funzionamento della ghiandola. Scopriamo insieme cosa mangiare e cosa evitare per costruire una dieta per chi assume eutirox.

L’importanza dello iodio e altri minerali

Come spiegato dall’ISS in Malattie tiroidee , lo iodio è un microelemento essenziale per il funzionamento della ghiandola tiroidea. L’apporto alimentare del minerale è perciò cruciale per evitare disfunzioni come l’ipotiroidismo. Secondo molti medici non esiste una vera e propria dieta per chi assume eutirox, tuttavia ci sono tantissimi alimenti che possono aiutare la corretta funzione della ghiandola. Ti consigliamo sempre di contattare il tuo medico di base o uno specialista in endocrinologia.

Oltre allo iodio – secondo la Società Italiana Endocrinologia in Dieta e Tiroide – chi soffre di patologie tiroidee necessita di un buon apporto di selenio, che entra in gioco in diversi processi enzimatici del metabolismo della tiroide. Esso è contenuto in numerose fonti alimentari quali molti prodotti animali, pesce, frutta secca, verdure, pasta, riso e altri cereali. Oltre al selenio sono importanti anche ferro e zinco. La carenza di ferro può condizionare in maniera negativa la funzione dell’organo, determinando scarsa ossigenazione.

Cosa mangiare e cosa evitare

Sappiamo bene quanto una dieta sana e bilanciata aiuti il corpo a rimanere in forma. Quando si incorre in patologie come l’ipotiroidismo inoltre è importante capire quali sono i cibi consigliati e quali quelli da evitare.

In una dieta per chi assume eutirox sono da evitare cibi come:

  • soia
  • alghe essiccate
  • caffè (blocca l’assorbimento di levotiroxina)
  • alcolici
  • cereali ricchi di glutine
  • verdure crucifere come broccoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, rape, verza e rucola
dieta per eutirox
L’assunzione eccessiva di soia e prodotti a base di soia potrebbero rallentare il corretto funzionamento della tiroide

Cibi SI’ per dieta eutirox

Secondo la Fondazione Umberto Veronesi in I cibi fortificati che salvano la tiroide, gli alimenti che aiutano il funzionamento della tiroide sono – come detto prima – quelli ricchi di iodio. Via libera al pesce azzurro, sardine, sgombri, salmone e merluzzo, crostacei e molluschi. Sono ottimi anche le uova, i latticini e la carne, legumi, semi oleosi e frutta secca.

dieta per eutirox
Sgombro e legumi sono due alimenti che aiutano chi soffre di patologie alla tiroide

Scopri il menù di Nutribees, che offre un’ampia selezione di piatti ogni settimana con ingredienti freschi e genuini. Consulta il tuo medico di fiducia e ordina i piatti più adatti in base alle tue esigenze.

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NEAT – Cos’è e come aumentare il dispendio calorico

Il NEAT può tradursi senza dubbio in un modo efficace per migliorare e velocizzare il nostro metabolismo.

Il nostro metabolismo è sempre al lavoro, impegnato a bruciare le nostre energie. Durante i periodi in cui soffriamo maggiore stress, il nostro corpo tende a bruciare più calorie rispetto a quando siamo invece più rilassati. 

Nell’arco della giornata, tuttavia, il nostro organismo consuma energia in diversi modi:

1. Attraverso l’attività fisica;

2. Attraverso il metabolismo basale;

3. Grazie al NEAT.

Quest’ultimo acronimo deriva dall’inglese, e sta per: Non Exercise Activity Thermogenesis. Un concetto che apparentemente può sembrare complesso ma che in realtà indica semplicemente le calorie consumate nell’arco della giornata facendo movimento ma senza praticare sport. 

In italiano, NEAT viene tradotto con “Termogenesi non indotta dall’attività fisica” e, essenzialmente, comprende tutti quei movimenti involontari o volontari che facciamo abitualmente durante il giorno.

Ogni movimento conta.

Tra i movimenti involontari includiamo tutte le azioni che compiamo senza pensarci: gesticolare mentre si parla o muovere la gamba sotto al tavolo durante una riunione, ad esempio.

I movimenti volontari, invece, sono quei gesti che noi scegliamo consapevolmente di compiere: allungare il tragitto da casa all’ufficio, saltare una fermata di autobus per fare un tratto di strada a piedi, prendere le scale al posto dell’ascensore ma anche fare la spesa e cucinare. 

Fare le scale quando se ne ha la possibilità aiuta a bruciare calorie e aumenta il NEAT.

A differenza del metabolismo basale, che è un valore abbastanza fisso, il NEAT dipende da quanto ci muoviamo durante il giorno. È quindi impossibile calcolarlo con una formula o attribuirgli un valore statico. Età, sesso, forma fisica e salute sono altri fattori (molto personali) che contribuiscono al dispendio quotidiano di energie e che, pertanto, influenzano il dispendio calorico.

Come aumentare la percentuale di NEAT?

È questo il principio su cui si basa il NEAT. Ogni movimento, seppur piccolo e insignificante, trova una sua importanza nel complesso e può aumentare in modo significativo le calorie bruciate con il NEAT.

Ecco qualche piccolo consiglio utile e facile da seguire per aumentare il dispendio calorico:

1. Evitare la macchina o i mezzi pubblici:

Consiglio sicuramente più gettonato ma anche più facile da mettere in pratica: dimentichiamoci delle macchine e sforziamoci di raggiungere le nostre mete quotidiane, dove possibile, a piedi.  Se proprio non possiamo fare a meno dei motori, un consiglio potrebbe essere parcheggiare la macchina più lontano rispetto al solito oppure scendere una fermata prima e recuperare camminando.

Camminare per raggiungere le nostre mete quotidiane.

2. Non sedersi!

Se proprio non possiamo rinunciare ai mezzi pubblici, un consiglio per ottimizzare e favorire il NEAT è quello di stare in piedi. Rispetto a quando ci sediamo, infatti, il nostro dispendio energetico è più elevato e la quantità di calorie bruciate grazie al NEAT sarà maggiore. 

Stare in piedi sui mezzi pubblici invece di sedersi aiuta a aumentare il NEAT.

3. Fare le scale:

Altro grande evergreen nonché ottima buona abitudine che non sarebbe male avere. Salire le scale che incontriamo durante la nostra giornata consente di effettuare un efficace workout che coinvolge i nostri glutei e i polpacci.

4. Portare le borse della spesa a mano:

Dicevamo che anche fare la spesa può essere un ottimo modo di bruciare calorie, e infatti! Portare le borse della spesa è un allenamento gratuito che non sottrae tempo ad altri impegni.

Scopri qui 10 cibi che aiutano a rimanere in forma e che puoi integrare all’interno della tua routine alimentare!

Portare a mano le borse della spesa.

5. Intrattenersi camminando:

Ti capita di dover aspettare perché devi prendere l’autobus, la persona con cui hai un appuntamento è in ritardo oppure sei tu un anticipo? In questi casi, fai un giro invece di sederti. Inoltre il movimento all’aria aperta è piacevole per occhi e testa che hanno bisogno di una pausa dallo schermo.

L’aumento del NEAT non deve intendersi come sostituto di una attività fisica ben strutturata, ma potrebbe essere uno strumento in più anche insegnarci ad adottare alcune ottime abitudini che possono migliorare il nostro stile di vita.

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Dieta per ipertensione: I consigli della nutrizionista

L’ipertensione sanguigna è una patologia che comporta l’aumento della pressione sanguigna con conseguenti valori oltre la norma. Questa patologia colpisce mediamente il 33% di uomini e il 31% di donne ed è uno dei campanelli di allarme per ulteriori patologie cardiovascolari, renali e della sindrome metabolica. Per correggere i valori della pressione sanguigna sono necessarie alcune accortezze, partendo sicuramente dallo stile di vita e dalle abitudini alimentari. Abbiamo quindi chiesto alla nutrizionista Lara Lanuzza se esiste una dieta per ipertensione e aiutarci a definirne gli alimenti migliori. Qui sotto trovi l’intervista dedicata.

Dieta per ipertensione: le risposte della nutrizionista

Ciao Lara, quanto è importante l’alimentazione per chi soffre di ipertensione?

Importantissima. La scelta corretta degli alimenti e la dietoterapia possono prevenire l’insorgenza di tutta una vasta gamma di patologie e, in combinazione con la medicina, hanno il potere di migliorare tali condizioni e nei casi meno gravi, portarne la risoluzione.

Solitamente quando si parla di ipertensione la prima cosa che viene menzionata è il sale. C’è veramente una connessione così stretta tra il consumo di sale e l’ipertensione?

Sebbene siano state identificate alcune forme di ipertensione arteriosa su base genetica, nella maggior parte dei casi tra le cause principali della sua insorgenza troviamo proprio uno stile di vita scorretto e un’alimentazione non sana. Il sale è sicuramente uno degli alimenti incriminati ma occorre sempre capire che tipo di alimentazione conduce il soggetto. Se ad esempio soffro di ipertensione ma la mia dieta è già priva di sale, non sarà certo il responsabile della mia condizione. Se invece sono iperteso e la mia dieta prevede un utilizzo del sale sopra i quantitativi raccomandati (5g/die), dovrò necessariamente ridurlo, facendo attenzione anche a quello presente negli alimenti (ad es. cibi confezionati, carni pre lavorate, insaccati, snack, ecc.) e non solo a quello “aggiunto”.

Il consumo di sale è importante per il nostro corpo, ma attento a non eccedere. La dose raccomandata è di non oltre 5g al giorno

Esistono dei trucchi per ridurre il consumo di sale, senza rinunciare ai gusti saporiti?

Assolutamente si. Si possono utilizzare le spezie e tecniche di marinatura a crudo degli alimenti. In questo modo, potremmo diminuire di molto o addirittura evitare l’aggiunta di sale senza rinunciare al gusto.

Quali sono i consigli che daresti a una persona che soffre di ipertensione e deve migliorare la sua alimentazione?

Di fare attenzione alla scelta degli alimenti e al loro accoppiamento. Non scordiamo che per tenere a bada la pressione, è importante, oltre alla dietoterapia, fare movimento, limitare l’assunzione di alcolici e non fumare

Un altro minerale che gioca un ruolo importante nella cura dell’ipertensione è il potassio. In che termini? Ci spiegheresti meglio?

Certamente. Il potassio è un minerale che interviene nella regolazione del processo di contrazione muscolare. Le fibre muscolari, oltre che nei grandi muscoli del nostro corpo (compreso il cuore), si trovano anche nella parete dei vasi sanguigni; molti studi hanno ormai dimostrato un effetto protettivo delle diete ricche di potassio proprio nei confronti dell’apparato cardiocircolatorio. Aumentare quindi l’assunzione giornaliera di tale minerale è fortemente consigliato nei soggetti ipertesi.

Che tipo di approccio alimentare è consigliato quindi per un iperteso? 

L’ Università di Harvard, anni fa, ha elaborato un protocollo alimentare chiamato “dieta Dash” (Dietary Approaches to Stop Hypertension). Si tratta di un modello finalizzato a ridurre molteplici fattori di rischio cardiovascolare, tra cui l’ipertensione arteriosa. Prevede l’utilizzo di cereali integrali, frutta e verdura, proteine nobili, latticini scremati e un ridotto quantitativo di grassi, alcool, zuccheri aggiunti e sodio. In Italia, abbiamo il corrispettivo della dieta Dash: la dieta Mediterranea che si basa sull’utilizzo degli alimenti della nostra Terra, scelti sulla base della loro stagionalità. Il protocollo mediterraneo per il trattamento dell’ipertensione è molto simile a quello di Harvar con qualche limitazione in meno relativa alle tipologia di grassi utilizzati e al consumo di vino (preferibilmente rosso) a pasto. Entrambi i protocolli sono validi e approvati scientificamente per contrastare l’ipertensione arteriosa e, per essere efficaci, vanno necessariamente associati a un cambiamento generale dello stile di vita, abbandonando le “cattive abitudini” come ad esempio la sedentarietà, il consumo di alcolici e il fumo. 

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Se vuoi contattare la nutrizionista Lara Lanuzza puoi contattarla al suo indirizzo email lara.lanuzza@libero.it o consultando il profilo IG dott.ssa_lara_lanuzza