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Tamarindo: cos’è, proprietà e come utilizzarlo in cucina

Il tamarindo è il frutto della pianta sempreverde “Tamarindus indica”, originaria dell’Africa, ma diffusa anche in Asia meridionale, Sud America e Caraibi. Detto anche “dattero dell’India”, questo frutto è un vero e proprio concentrato di proprietà nutrizionali. Spesso capita di sentirlo nominare, ma non lo consumiamo tutti i giorni. Può essere quindi utile scoprire un po’ di cose sul tamarindo: cos’è, proprietà e come utilizzarlo in cucina.

Tamarindo: cos’è?

Il tamarindo può essere paragonato a una grossa arachide, a causa della sua forma a baccello curvo e legnoso di colore marrone. I frutti sono lunghi circa 15cm e con la maturazione tendono a diventare sempre più secchi. All’interno del baccello abbiamo poi una polpa dal sapore aspro che racchiude i semi.

Grazie alle sue numerose proprietà, il tamarindo viene utilizzato sia in cucina che nell’industria cosmetica. In commercio lo si può trovare abbastanza facilmente; il tamarindo viene infatti venduto nei negozi di alimenti esotici oppure nei grossi supermercati.

Se è la prima volta che lo acquisti, ecco un po’ di consigli per scegliere quelli più buoni:

  • Devono avere un certo peso, quindi tenendoli in mano non li devi sentire leggeri (e quindi con poca polpa)
  • Il baccello non deve presentare crepe o rotture
  • La polpa non deve avere un odore troppo forte e il sapore deve essere sì aspro, ma non acido

A proposito di polpa, questa è costituita al 31% da acqua, al 57% da zuccheri e al 5% da fibre. Vi sono poi anche grassi, proteine, vitamine e sali minerali. Si tratta di un alimento completo, insomma!

Le numerose proprietà

Scopriamo più nel dettaglio quali sono le proprietà del tamarindo e i benefici che può portare alla salute del nostro corpo. Già nell’antichità questo frutto era noto per la sua azione benefica, soprattutto per curare la febbre reumatica. Con il passare delle epoche abbiamo scoperto tutte le preziose sostanze di cui è ricco, ed è stato quindi possibile approfittare delle sue componenti nutrizionali.

Per cominciare, la polpa del tamarindo contiene una serie di oli volatili dal potere antiossidante, utili per combattere i radicali liberi, come

  • Limonene
  • Acido cinnamico
  • Safrole
  • Acido tartarico
  • Geraniolo

Alcuni studi hanno poi dimostrato che gli antiossidanti del tamarindo hanno un’efficace azione per prevenire l’invecchiamento dei tessuti e rafforzare le difese immunitarie.

Il tamarindo svolge inoltre un’azione di controllo degli zuccheri nel sangue – ottimo per chi soffre di diabete – ed è ricchissimo di fibre, che lo rendono perfetto per regolarizzare l’intestino.

tamarindo
Il tamarindo gode di numerose proprietà. Tra queste, previene l’invecchiamento della pelle e regola la pressione

La polpa viene infatti utilizzata come lassativo, mentre le foglie, consumate sotto forma di decotto, sono un ottimo rimedio contro la colite. Il tamarindo funziona anche contro il mal di stomaco, infatti l’estratto viene spesso usato nella medicina omeopatica a questo scopo.

Ma non finisce qui. Questo frutto ha delle fantastiche proprietà anti colesterolo e, grazie al contenuto di potassio e magnesio, è in anche in grado di regolare la pressione sanguigna, il che lo rende perfetto per prevenire le malattie cardiovascolari.

Come si utilizza in cucina?

Con il suo alto potere nutritivo (circa 240 calorie per 100g), il tamarindo può essere consumato sia puro che cucinato in vari modi. In occidente questo frutto è conosciuto più che altro come spezia, o impiegato in gelatine e marmellate.

Nel mondo orientale invece viene usato per insaporire molti piatti, tra cui zuppe con riso e legumi o piatti di carne e pesce. Ecco due ricette per utilizzare il tamarindo in cucina.

tamarindo
La cucina indiana è ricca di ricette con protagonista il tamarindo

Sciroppo

  • 750g di polpa di tamarindo
  • 1,5l d’acqua
  • Zucchero

Fai bollire la polpa di tamarindo per circa un quarto d’ora, dopodiché aggiungi lo zucchero e prosegui l’ebollizione per altri venti minuti. Filtra e versa in una bottiglia lo sciroppo ottenuto, che potrai utilizzare per preparare ghiaccioli e granite.

Riso indiano al tamarindo

  • Riso basmati
  • Pasta di tamarindo (la trovi già pronta in vasetto)
  • Semi di finocchio
  • Curcuma
  • Cipolla
  • Peperencino essiccato
  • Sale rosa

Fai cuocere il riso basmati al vapore, mentre in una padella fai rosolare un po’ di cipolla con quattro cucchiai d’olio. Aggiungi poi i semi di finocchio, il peperoncino essiccato e la curcuma, continuando a mescolare.

Unisci poi al composto un cucchiaio di pasta di tamarindo, che darà consistenza alla salsa. Aggiusta di sale e condisci il riso: un piatto insolito ma saporito!

Su Nutribees trovi piatti gustosi e fatti con ingredienti semplici ma nutrienti come il tamarindo. Scopri il nostro menu: puoi scegliere tra più di 40 ricette ogni settimana, con consegna gratuita a domicilio!

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Dieta proteica: cosa mangiare e rischi

Il nostro organismo per essere in forma e svolgere al meglio le proprie funzioni ha bisogno di tutti i nutrienti, come i carboidrati, le proteine e i grassi. Questi vanno assunti nelle giuste quantità a seconda del peso, dell’età e del tipo di attività che svolge una persona. Se si vuole perdere peso però può essere utile ridurre le quantità di carboidrati a favore delle proteine. A questo proposito ci si chiede, in una dieta proteica,cosa mangiare e rischi eventuali connessi a questo regime.

Una dieta di questo tipo non è infatti per tutti e va seguita sotto stretto controllo medico. Scopriamo insieme quali sono le caratteristiche di una dieta proteica, quali sono gli alimenti più indicati per seguirla e se ci sono delle controindicazioni. Se vuoi iniziare una dieta con una buona base di proteine, compila il nostro test nutrizionale gratuito: ti verranno consigliati piatti ad alto valore proteico, che fanno al caso tuo!

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Proteine: a cosa servono e come funzionano

Le proteine servono a rifornire i tessuti degli aminoacidi essenziali, e quindi servono in altre parole a “ricostruire” il nostro corpo giorno dopo giorno. A tavola le troviamo soprattutto negli alimenti di origine animale, come carne, latticini e pesce, ma anche vegetale, come i legumi.

dieta proteica
Alcuni alimenti ricchi di proteine

A differenza dei carboidrati, non vengono accumulate come riserve, ma gli scarti vengono eliminati dall’organismo, anche se in modo più difficoltoso.

Le proteine hanno inoltre due caratteristiche:

  • Contengono solamente 4 calorie al grammo
  • Velocizzano il metabolismo e favoriscono la lipolisi, ossia la scissione dei grassi

Questi sono i motivi principali per cui una dieta proteica spesso viene vista come un modo veloce per dimagrire senza dover digiunare. In un regime alimentare normale le proteine dovrebbero costituire il 15/20% del fabbisogno nutrizionale giornaliero. Questo significa che per ogni kg del nostro peso dovremmo assumere circa 0,8-1,2g di proteine.

In una dieta proteica invece, l’apporto di proteine aumenta considerevolmente a discapito di quello di carboidrati (la percentuale giornaliera è di circa il 30-40%).

Dieta proteica: cosa mangiare

Vediamo ora a proposito della dieta proteica cosa mangiare e rischi da considerare nel caso si voglia seguirla. In un regime alimentare iper proteico sono ovviamente da evitare tutti quei cibi ricchi di carboidrati come pane, pasta, riso e patate. Da privilegiare sono invece gli alimenti che contengono proteine.

In particolare quelle animali vengono chiamate “nobili”, poiché contengono gli 8 aminoacidi essenziali di cui dispone. Le troviamo in:

  • Carne
  • Uova
  • Pesce
  • Frutti di mare
  • Latte e derivati

In particolare è consigliato consumare carni magre come pollo o tacchino e pesce, che è anche ricco di acidi grassi Omega 3, preziosi per la salute del cuore.

Il salmone è ottimo per la dieta proteica

Via libera inoltre ai legumi come fagioli, ceci e lenticchie, che contengono fibre, utili per il corretto funzionamento dell’intestino. Perfetti sono tutti i tipi di ortaggi, mentre la frutta va consumata con moderazione, poiché contiene zuccheri. Meglio orientarsi su anguria, agrumi e ananas, ricchi di acqua.

Infine, le proteine saziano più dei carboidrati, perciò dovrebbero evitare gli attacchi di fame nervosa. Ḗ bene però mangiare ogni tre ore per avere sempre il metabolismo attivo.

I rischi di una dieta proteica

Ḗ stato dimostrato che una dieta proteica contribuisce alla perdita immediata di peso, ma ha anche dei rischi per la salute. Nel momento in cui vengono a mancare i carboidrati, le proteine possono infatti avere anche una funzione energetica, con il vantaggio appunto di far bruciare più in fretta i grassi e quindi di dimagrire. Tuttavia, è bene non esagerare e seguire questo regime dietetico per un tempo limitato.

Alla lunga infatti, questo può portare ad avere problemi al fegato e ai reni,  perché gli scarti del metabolismo delle proteine sono più difficili da smaltire e potrebbero col tempo “intossicare” questi organi. Va da sé che una dieta proteica è altamente sconsigliata a chi già soffre di disturbi epatici o renali. In particolare potrebbero comparire dei calcoli, motivo per cui è consigliato, se si vuole seguire una dieta proteica, di bere molta acqua.

Un altro effetto collaterale della dieta proteica è che il dimagrimento può essere solamente momentaneo e può insorgere il cosiddetto “effetto yo-yo”, per cui i chili persi vengono ripresi rapidamente non appena si torna a un regime alimentare normale.

dieta proteica
Cerca di perdere peso con costanza e in maniera graduale:
le diete drastiche non portano a nulla!

Infine non bisogna sottovalutare i problemi all’apparato circolatorio. L’eccessivo consumo di proteine animali, può infatti portare ad avere un aumento di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue. Ḗ meglio quindi alternare la carne al pesce e ai legumi, e evitare i formaggi troppo grassi.

Se stai seguendo una dieta proteica su Nutribees puoi trovare i piatti più adatti a te, con ingredienti semplici e genuini. Prova ad esempio dal nostro menu il Tacchino arrosto con carote e cavolfiori, è leggero e gustoso!

dieta proteica
Tacchino arrosto con carote e cavolfiori
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Come dimagrire la pancia: consigli utili e alimentazione

Quando ci si approccia alla dieta, uno dei primi obiettivi che spesso ci poniamo è quello di come dimagrire la pancia. Diciamola tutta, a chi non piacerebbe una pancia piatta e tonica? La scorretta alimentazione e la poca attività fisica – dovuta alla mancanza di tempo, alla vita frenetica o a un po’ di pigrizia – sono due fattori che incidono moltissimo sul risultato del nostro addome. In realtà bastano pochi accorgimenti per migliorare con costanza la situazione. I due fattori principali? Come accennato poco fa, sono alimentazione e sport. Vediamo in questo articolo alcuni consigli utili per dimagrire la pancia.

Pancia gonfia: alcune cause

Spesso ci chiediamo perché quando mettiamo su qualche chilo vediamo immediatamente la differenza nella zona dell’addome. L’aumento di volume nella pancia è spesso dovuto ad alcune cause che possono essere

  • Scorretta alimentazione: questa è la causa principale del grasso addominale. Sicuramente, una dieta ricca di grassi e zuccheri influisce sull’accumulo di adipe in tutto il corpo e nella zona della pancia
  • Somatotipo: la struttura corporea dice molto di dove si noterà di più l’accumulo di peso. Nelle donne per esempio, il classico somatotipo a “mela” è più incline per DNA e ormoni a mettere grasso nella zona della pancia. Questo è dovuto a come il corpo reagisce al testosterone, ormone maschile contenuto anche nell’organismo femminile, che fa accumulare grasso soprattutto nell’addome. Ecco perché gli uomini sono più soggetti ad avere un addome gonfio e rilassato – facendo fatica a dimagrire la pancia con l’avanzare dell’età!
  • Problemi come la menopausa: in questa fase della vita femminile, gli estrogeni diminuiscono e non bilanciano più l’azione del testosterone.
  • Stress: il cortisolo rilasciato nei periodi di forte stress psicologico e fisico, favorisce gli accumuli di adipe in zone come la schiena e la pancia.
  • Insulina: chi soffre di glicemia alta, è più propenso ad avere problemi al girovita e ad immagazzinare grasso.
dimagrire la pancia
Lo stress è una delle causa dell’accumulo di adipe

Dimagrire la pancia è necessario quando…

si presentano varie circostanze come l’aumento di rischio cardiocircolatorio e l’obesità. L’obesità è un campanello d’allarme per il corpo, che rischia di imbattersi in altre patologie come il diabete di tipo 2, l‘ipertensione e la sindrome metabolica. In alcuni casi, il grasso situato nella zona della pancia è anche la causa di disagi articolari, di problemi del sonno, reflusso gastroesofageo e apnee notturne.

Dimagrire la pancia a tavola

Dimentichiamoci diete miracolose e detox esagerati. Per dimagrire la pancia ci vuole costanza e un’alimentazione sana e controllata: dimentichiamoci il sogno di una perdita di grasso localizzato e soprattutto solamente grazie ad addominali e poco sport. Il vero segreto è che la pancia piatta si ottiene al 90% mangiando bene a tavola! Se non sai come iniziare una dieta bilanciata e sana, puoi compilare il nostro test nutrizionale gratuito: inserendo i tuoi obiettivi fisici e le tue abitudini alimentari, ti verranno consigliati tanti piatti adatti alla tua esigenza.

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L’equilibrio nell’alimentazione è la chiave per iniziare a perdere peso e a vedere i centimetri del girovita scendere. La prima cosa da fare è rinunciare a cibi ricchi di grassi cattivi e di zuccheri, cercando di favorire l’utilizzo di alimenti poco processati, naturali e bilanciati.

  • Utilizza grassi buoni che provengono dall’olio extravergine d’oliva, l’avocado, la frutta secca. Cerca di assumere poco burro o altri grassi saturi, che stimolano la produzione di cortisolo!
  • Prediligi la carne bianca come pollo, tacchino, coniglio. La carne rossa in grandi quantità non è indicata, perchè ricca di acido linoleico che stimola il deposito di grasso addominale
  • Utilizza alimenti ricchi di fibre come i cereali integrali, pasta integrale, riso ecc.. questi ti aiuteranno a ridurre l’assorbimento di zuccheri e grassi, tenendo a bada l’insulina.
  • Cerca di assumere almeno 2/3 porzioni di legumi a settimana. Non avere paura di gonfiarti… è solo un effetto temporaneo!
  • Curcuma, zenzero, cannella e altre spezie aiutano a ridurre glicemia e insulina: utilizzali in cucina per insaporire e dare gusto.
dimagrire la pancia
La sana alimentazione è il puto di partenza per dimagrire la pancia

Noi di Nutribees abbiamo disponibili sul nostro sito tantissimi piatti a settimana, sani e freschi. Tutte le ricette seguono i principi della dieta mediterranea e sono bilanciati perfettamente nei macronutrienti.

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Qualche consiglio sullo sport

Il secondo amico della pancia piatta – dopo l’alimentazione – è sicuramente lo sport. Per dimagrire la pancia è importante allenarsi con costanza, qualche volta a settimana, alternando attività a bassa e alta intensità. La camminata aiuta sicuramente la riduzione di grasso nel girovita e in tutto il corpo: ricordati, la perdita di grasso localizzato non esiste!

Per ridurre il grasso viscerale è fondamentale svolgere attività aerobica, quindi un esercizio dall’impatto moderato e prolungato nel tempo. Oltre alla camminata, si possono realizzare degli allenamenti a circuito, focalizzandosi su esercizi cardio e di tonificazione: GAG, circuiti PHA, lavoro ipertrofico con bilancieri ed esercizi a corpo libero sono perfetti per dimagrire la pancia.

A fine allenamento ritagliati 10 minuti per un mini-circuito focalizzato sugli addominali, concentrandoti su esercizi come i crunch, russian twist, sit up e plank! Qui sotto trovi un breve allenamento incentrato sugli addominali.

circuito addominali

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Maniglie dell’amore: come eliminarle per essere in forma

Considerate un vezzo per alcuni, le cosiddette maniglie dell’amore sono il grasso sottocutaneo che si trova nella zona dell’addome. Vengono chiamate così perché si può “pizzicarle” in modo scherzoso. Non a tutti però piacciono, e molti si chiedono come perdere quei rotolini e avere una pancia piatta. Insomma, maniglie dell’amore: come eliminarle?

Naturalmente non si tratta solo di un fatto estetico. Ḗ risaputo infatti che gli accumuli di grasso indicano il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari o altre patologie abbastanza gravi.

Quindi come perdere gli accumuli di grasso dalla pancia?

Sicuramente è necessario seguire una dieta adeguata e fare tanto esercizio fisico, mirato a tonificare l’addome e sviluppare massa muscolare in quella zona. Se vuoi seguire una dieta sana, ma non sai da dove iniziare, compila il nostro test nutrizionale gratuito. Inserendo alcuni dati sulle tue abitudini alimentari e indicazioni sulla tua forma fisica, ti verranno consigliati i piatti più adatti alle tue esigenze e qualche consiglio alimentare.

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Vediamo ora insieme perché si formano le maniglie dell’amore e come combatterle.

Le cause

Prima di scoprire come eliminare le maniglie dell’amore, è bene capire quali sono le loro cause. Questo inestetismo interessa sia le donne che gli uomini, ma sono soprattutto questi ultimi ad esserne maggiormente colpiti. Le donne infatti tendono ad accumulare il grasso sui glutei e le cosce, mentre la coddetta “pancetta” è più frequente negli uomini.

I fattori che causano le maniglie dell’amore sono soprattutto due:

  • Vita sedentaria
  • Dieta poco equilibrata
Maniglie dell'amore: come eliminarle
Una vita troppo sedentaria può causare problemi alla salute del tuo corpo

A questi aspetti si va poi ad aggiungere il fatto che con l’avanzare dell’età il metabolismo diventa più lento e si fa più fatica a bruciare i grassi. Ḗ quindi un bene cercare di avere il più possibile uno stile di vita sano. Se infatti dal punto di vista estetico come si è già detto non c’è nulla di male, gli accumuli di grasso nella zona addominale possono però portare ad avere problemi ben più seri, come malattie dell’apparato circolatorio, ipertensione e diabete.

Oltre alla dieta e all’esercizio fisico, un ottimo consiglio per eliminare le maniglie dell’amore è quello di evitare vizi come il fumo o il bere alcolici che alla lunga favoriscono la formazione degli antiestetici rotolini.

Come eliminare le maniglie dell’amore a tavola

Maniglie dell’amore: come eliminarle attraverso la dieta? È una domanda che si pongono in tanti.

La prima cosa da fare è certamente curare l’alimentazione. Di questo non solo beneficerà l’aspetto fisico, ma anche la salute in generale. Una dieta equilibrata, ricca di nutrienti di cui ha bisogno il nostro fisico porta infatti a rafforzare il sistema cardiocircolatorio e le difese immunitarie.

Maniglie dell'amore: come eliminarle
Segui un’alimentazione sana e bilanciata, come la dieta mediterranea o la regola del piatto

Ecco qualche consiglio da seguire a tavola.

1- Dieta ipocalorica

Non è un mistero che il grasso si accumula quando si assume più calorie del nostro fabbisogno energetico. Il consiglio è quindi di limitare il numero di calorie giornaliere, evitando cibi contenenti grassi animali come carne rossa, latte intero e formaggi.

Pasti più regolari

A questo proposito può anche essere utile diminuire le porzioni dei pasti. Per non abbuffarsi si può suddividere i pasti nei tre principali più due spuntini. Questi ultimi servono appunto per non avere attacchi di fame tra un pasto e l’altro, ed evitare quindi di riempirsi troppo il piatto a pranzo e a cena.

3- Consumare fibre

Non serve dirlo, ma alla base di una buona dieta per eliminare le maniglie dell’amore c’è il consumo di tanta frutta e verdura, alimenti ricchi di fibre, che aiutano ad accelerare il metabolismo e a bruciare perciò il grasso sottocutaneo.

Indicati da questo punto di vista sono anche i cereali integrali e i legumi, che contengono inoltre proteine.

La ginnastica da fare

Maniglie dell’amore: come eliminarle con degli esercizi mirati?

Oltre alla dieta è ovviamente importante fare attività fisica costante. Contrariamente a quanto si pensa, però, per dimagrire nella zona dell’addome, bisogna allenare tutto il corpo, in quanto il dimagrimento “a zone” non esiste.

Gli esercizi giusti prevedono l’alternarsi di due tipi di attività

  • Quella aerobica, come la camminata veloce o la corsa
  • Quelli di tonificazione, che servono quindi a sviluppare la massa muscolare

In particolare, sono indicati degli esercizi specifici come gli addominali classici, gli addominali incrociati o la plank isometrica. Questa posizione consiste nel formare una sorta di “tavolino”, appoggiandosi sui gomiti e sulle punte dei piedi, cercando di contrarre i muscoli dell’addome. Può sembrare faticoso all’inizio, ma col tempo darà i suoi risultati!

Maniglie dell'amore: come eliminarle
Per eliminare le maniglie dell’amore è utile puntare su esercizi come gli addominali

Per concludere, un ultimo consiglio per eliminare le maniglie dell’amore: affidarsi a degli esperti e non fare di testa propria. Per dimagrire infatti bisogna pensare prima di tutto alla salute del proprio corpo. No quindi alle diete fai-da-te o agli allenamenti massacranti, ma rivolgetevi sempre a un medico o un personal trainer che saprà consigliarvi al meglio!

Se vuoi perdere qualche chilo ed eliminare gli inestetismi come le maniglie dell’amore su Nutribees trovi i piatti giusti per alimentarti in modo corretto. Effettua il test: scoprirai le ricette del nostro menu più adatte per mantenerti in forma!

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Frutta secca e semi: perché sono così importanti?

Sono ricchi di grassi sani, fondamentali da utilizzare in alimentazione quotidianamente e contengono molte fibre, vitamine e proteine. Di cosa stiamo parlando? No, non dei soliti frutta, verdura e cereali. Questa volta parliamo di frutta secca e semi oleosi. In questo articolo puoi scoprire cosa sono, quali sono e perché sono così importanti per la tua alimentazione sana.

Quali sono: le tipologie

Prima di annoverare le molteplici proprietà positive per l’organismo dei nostri protagonisti, cerchiamo di fare una distinzione: la frutta secca non è altro che la frutta a guscio – di cui noi conosciamo mandorle, nocciole, noci, pinoli, pistacchi, anacardi, noci Pecan o di Macadamia, arachidi. I semi oleosi invece sono ad esempio i semi di lino, sesamo, canapa, semi di girasole, semi di zucca, semi di papavero, semi di chia.

frutta secca
frutta secca e semi

Sono entrambi alimenti costituiti principalmente da grassi insaturi – positivi per la salute del nostro organismo. Nella piramide alimentare occupano la terza posizione accanto all’olio d’oliva e agli altri grassi “buoni”. Per questo, è consigliato un uso quotidiano, di circa 3 porzioni al giorno.

Se non sai giostrarti tra porzioni e macronutrienti, puoi compilare il nostro test nutrizionale gratuito: inserendo alcune specifiche sul tuo fisico e le tue abitudini alimentari, ti verranno dati alcuni consigli di alimentazione e i piatti più adatti alle tue esigenze.

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Proprietà, nutrienti e benefici

Come accennato poco fa, frutta secca e semi sono una fonte importante di acidi grassi insaturi. Questi due ingredienti godono dell’assenza di colesterolo e della quasi presenza di grassi saturi, caratteristica degli ingredienti di origine animale. Una cosa che non tutti sanno è che frutta secca e semi sono anche ricchissimi di fibre, proteine (possono arrivare anche ad avere circa 30g di grassi per 100g). Da tenere in conto sono anche i minerali come ferro, calcio, magnesio, selenio e zinco. Per quanto riguarda l’apporto di proteine – tuttavia – non è da considerare troppo nel calcolo dei macronutrienti giornalieri, in quanto la porzione da assumere di questi alimenti è comunque piccola (massimo 30-40g).

frutta secca
Utilizza la frutta secca o i semi negli spuntini per arrivare alla quota di grassi da assumere durante la giornata

Frutta secca e semi: come li utilizzo in cucina?

Grazie alle molteplici tipologie, frutta secca e semi oleosi si utilizzano in tantissime preparazioni e pietanze, sia dolci che salate. Un primo esempio è quello di utilizzare questi alimenti in purezza, durante la colazione: aggiungi frutta secca e semi allo yogurt, una manciata di cereali e un frutto. In questo modo avrai un primo pasto sano, completo e bilanciato. Un’altra variante dolce – in voga in questi ultimi anni – è la barretta energetica.

Parlando di salato, questi due alimenti vengono utilizzati in svariate preparazioni e in diverse cucine di tutto il mondo. Prova ad abbinarli in pietanze come insalate, zuppe e piatti unici: oltre a conferire sapore, daranno alle tue preparazioni croccantezza!

frutta secca
I semi di zucca conferiscono sapore e croccantezza al risotto

Un ultimo utilizzo in cucina di frutta secca e semi è sicuramente la crema spalmabile. Per i più golosi, come non citare la famosa crema di nocciole o di pistacchi, il burro d’arachidi o mandorle. Non mancano le soluzioni salate, come la famosa tahin – una crema a base di sesamo – e i famosi pesti, a base di pinoli, noci o pistacchi.

Noi di Nutribees creiamo i piatti secondo la regola del piatto sano e della dieta mediterranea. La frutta secca e i semi sono due ingredienti fondamentali per la creazione e l’equilibrio del nostro menù settimanale.

frutta secca
Wok di pollo con anacardi e verdure saltate

Puoi ordinare sul sito e scegliere fra più di 40 ricette, preparate da executive chef.

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Legumi – proprietà e ruolo nella dieta mediterranea

Sono ad alto valore nutritivo e rappresentano uno dei sette gruppi degli alimenti base dell’alimentazione sana. Ammettilo, spesso ti dimentichi di inserirli nella tua dieta, ma i legumi sono veramente importanti. In questo articolo scoprirai meglio cosa sono i legumi, le loro proprietà nutritive e benefici.

Sai cosa e quali sono i legumi?

Prima di scoprire le caratteristiche nutrizionali, sai cosa sono i legumi? Non sono altro che i semi commestibili contenuti nei baccelli delle piante Leguminose. 

Essiccati o freschi,i legumi esistono in tutto il mondo e in tantissime varietà. I più comuni sono:

  • fagioli: borlotti, cannellini, fagioli rossi, con l’occhio, neri, di Spagna, azuki. I fagioli sono ottimi per la salute del cuore e sono un alimento antinfiammatorio.
  • piselli: va consumato solitamente in primavera, secondo stagionalità e agisce come alimento depurativo per l’organismo; contiene tantissime fibre e potassio.
  • lenticchie: forse tra i legumi con meno grassi in assoluto, sono alleate contro l’anemia – grazie al forte contenuto di ferro e vitamine del gruppo B
  • ceci: sono legumi ricchi di acido linoleico – quello contenuto nell’olio extravergine d’oliva – che aiuta a tenere d’occhio colesterolo e trigliceridi.
  • fave: ricche di antiossidanti e di lisina, un aminoacido essenziale presente nel collagene – importantissimo per la pelle.
legumi - fagioli azuki
Fagioli azuki rossi: legumi tipici del Giappone

Tra i meno conosciuti e usati, ci sono

  • soia: rispetto a tutti gli altri, la soia contiene un elevato apporto di proteine (circa 36mg per 100g). Inoltre, la soia contiene fitoestrogeni – che aiutano a prevenire alcuni tumori, come quelli al seno e alla prostata.
  • lupini: aiutano a ridurre i picchi glicemici e contengono un buon apporto di proteine vegetali.
  • cicerchie: simili ai ceci, sono ottime nelle zuppe e da utilizzare sotto forma di farina, per preparare pane e focacce.
  • carruba: forse uno dei legumi meno utilizzati e conosciuti, spesso viene utilizzata come sostituto del cioccolato,
  • arachidi: no, non stai sognando. Gli arachidi – ebbene sì – fanno parte della famiglia dei legumi. Sono ricchissimi di grassi, ma anche di proteine vegetali (circa 30g per 100g) e vanno consumati con moderazione.
legumi
Gli arachidi fanno parte della famiglia delle leguminose

Proprietà nutrizionali

Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali, i legumi detengono il primato come proteine vegetale per eccellenza; infatti, l’apporto di proteine di questo alimento è quasi pari a quello della carne. Sono poi ricchi di fibre e sali minerali. Nonostante un apporto calorico piuttosto basso, le leguminose hanno un valore energetico importante – tra i più elevati degli alimenti di origine vegetali.

Una delle caratteristiche fondamentali di questi alimenti è quello di combattere il colesterolo: grazie alle saponine – i legumi contrastano il colesterolo cattivo, impedendone l’assimilazione. Sono utilissimi per l’intestino, dotati di fosforo, calcio e ferro: se mangiati freschi, sono inoltre ricchi di vitamina C.

Ecco qualche informazione sulle saponine

Se vuoi inserire i legumi all’interno della tua dieta, ma non sai come e in quante quantità, compila il nostro test nutrizionale gratuito: ti verranno consigliati i piatti più adatti a te e le indicazioni su una corretta alimentazione.

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Abbinamento e utilizzo in cucina

Dopo aver scoperto tutte le proprietà di questo alimento, è bene ora imparare a utilizzarlo al meglio. I legumi – pur contenendo un ottimo apporto di proteine – non possiedono, a differenza della carne, un profilo proteico completo. Per completare la catena aminoacidica e rendere le proteine “forti”, i legumi andrebbero consumati insieme ai cereali. Infatti, i cereali sono ricchi di metionina e cistina (aminoacidi), di cui i legumi sono carenti.

La composizione del piatto perfetto quindi prevede 2/3 di cereali e 1/3 di legumi: via libera quindi a piatti con mix di cereali e legumi, zuppe e insalatone. Noi di Nutribees ogni settimana inseriamo nel menù tantissimi piatti a base di cereali e legumi. La nostra filosofia sposa la dieta mediterranea e la regola del piatto sano, garantendo nei nostri piatti equilibrio, leggerezza e gusto. Non perde l’occasione di provare la nostra insalata di avena, spinacino e fagioli azuki oppure il nostro famoso risotto alla lacrima di Morro, ceci e cipolla caramellata.

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legumi
Avena con spinacino, fagioli azuki e mandorle tostate

Digeribilità: prevenire il gonfiore

Spesso quando si mangiano i legumi si accusa forte gonfiore e si finisce per abbandonarne il consumo. Questo succede perchè nelle bucce che ricoprono il seme sono contenuti degli oligosaccaridi che l’intestino non digerisce facilmente – provocando così gonfiore e indigestione. Quando perciò si cucinano i legumi secchi, vanno precedentemente messi in ammollo per mezza/un’intera giornata: in questo modo sarà più veloce ultimare la cottura ed eliminare tutte le sostanze antinutrizionali presenti. Infine, per evitare ancora di più il gonfiore e spesso disturbi di flatulenza, cerca di acquistare legumi già decorticati oppure preoccupati di togliere la buccia prima di mangiarli.

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Cereali per colazione- Come scegliere i migliori

Mangiare cereali per colazione è un grande classico a cui tante persone non rinunciano. Una manciata di cornflakes, fiocchi di avena o riso soffiato accompagnati da una tazza di latte o yogurt ci fornisce infatti tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno durante la giornata e ci aiuta a carburare dopo il digiuno notturno.

Tuttavia, non tutti i cereali sono uguali e scegliere quelli migliori può essere difficile, vista la vasta offerta che è possibile trovare nello scaffale del supermercato. Gran parte dei prodotti in commercio purtroppo contengono zuccheri aggiunti o additivi, che non fanno tanto bene al nostro fisico.

Vediamo quindi come scegliere i cereali per la colazione e quali sono i più salutari.

Cereali per colazione: perché fanno bene?

La colazione è il pasto principale della giornata, che serve a farci fare il pieno di energia per affrontare tutti gli impegni quotidiani. I cereali sono una fonte preziosa di carboidrati complessi e servono appunto a questo.

Non è un caso che i cereali per colazione siano consigliati soprattutto ai bambini durante la crescita e agli sportivi che devono mantenere in forza la massa muscolare. Ma non solo: una porzione di cereali al giorno è anche ottima per

  • Fare il pieno di fibre, che fanno bene all’intestino
  • Abbassare il livello di colesterolo
  • Migliorare la memoria e la concentrazione, grazie all’apporto di sali minerali
cereali per colazione
I cibi ricchi di fibre facilitano il transito intestinale

Alcuni studi condotti dall’Imperial College di Londra, hanno inoltre evidenziato che i cereali possono addirittura allungarci la vita, soprattutto se vengono consumati quelli integrali. Si tratta quindi di un alimento estremamente ricco di nutrienti e che non dovrebbe mai mancare alla mattina sulla nostra tavola.

Come scegliere i cereali

Quali sono i cereali migliori per la colazione? Per scegliere al meglio la prima cosa da fare è guardare l’etichetta. In linea di massima la lista degli ingredienti dovrebbe essere breve e contenere solo il cereale o pochi altri componenti.

Se quindi vedi una lista lunga, dove compaiono nomi di additivi o altre cose aggiuntive, passa pure oltre, perché quasi sempre si tratta di un prodotto ricco di zuccheri raffinati e sostanze che non portano reale nutrimento.

In questo video puoi capire come leggere le etichette al meglio

A questo proposito molto probabilmente sull’etichetta leggerai nomi come “sciroppo di glucosio” o “aromi naturali”. Nonostante queste sostanze siano pensate per arricchire il sapore dei cereali, in realtà alla lunga fanno male sotto diversi punti di vista, perché

  • Forniscono poche vitamine
  • Possono causare picchi di glicemia e indurti a mangiare di più
  • Appesantiscono e inducono senso di stanchezza

Da evitare sono inoltre quei cereali per colazione che contengono sale e conservanti. Questi solitamente vengono aggiunti per migliorare la croccantezza del prodotto, ma in realtà non danno alcun beneficio.

Via libera invece ai cereali che provengono da agricoltura biologica. Puntando su questi potrai andare sul sicuro e essere certo di scegliere un prodotto fatto con ingredienti genuini.

Cereali per colazione: i più comuni

A seconda delle tue esigenze puoi trovare i cereali per colazione più adatti a te. Per facilitarti le cose, il consiglio è di dare un’occhiata alla tabella nutrizionale che trovi sulla confezione, in modo da capire se possono fare al caso tuo.

Attenzione però: spesso alcuni cereali contengono grassi, specialmente quelli arricchiti con gocce di cioccolato o altre golosità. Se stai seguendo una dieta dimagrante questi non sono molto adatti!.

Ecco una lista dei cereali più comuni e tutte le loro proprietà.

Fiocchi di mais (cornflakes)

Sono i cereali più semplici, ottimi per una colazione sana ed equilibrata. Li puoi gustare solo con il latte, o aggiungendo noci e frutti rossi per un pasto ancora più bilanciato.

Latte e cornflakes, un grande classico a colazione

Riso soffiato

Piace tanto ai bambini ed è ottimo per avere una sferzata di energia. Attenzione però perché non contiene molte vitamine, che andrebbero integrate ad esempio con un frutto.

Farro, soia e quinoa

Questi cereali sono l’ideale per gli sportivi, poiché apportano più proteine rispetto a quelli tradizionali, perciò contribuiscono al mantenimento della massa muscolare.

Crusca di avena

Ecco infine il cereale ideale per chi ha problemi di intestino pigro. L’avena infatti è ricca di fibre insolubili che favoriscono l’eliminazione delle scorie. Per una colazione più completa provali con una tazza di yogurt probiotici, che ripristinano la flora batterica intestinale.

I cereali a colazione sono un’ottima idea per tenersi in forma a tavola. Se vuoi proseguire anche a pranzo e cena, prova i nostri piatti su Nutribees.

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Digiuno intermittente – Funziona davvero?

Orientarsi tra le mille diete per dimagrire non è facile e spesso non si ottengono i risultati sperati. Uno dei regimi più discussi degli ultimi tempi è quello del digiuno intermittente. Si tratta, come dice il nome, di una dieta in cui si alternano momenti in cui si può mangiare ad altri in cui si saltano i pasti.

Naturalmente il tutto non viene fatto a caso, ma seguendo degli schemi e degli orari ben precisi. Lo scopo della dieta è non solo bruciare grassi nell’immediato, ma di modificare l’equilibrio ormonale in modo da favorire ulteriormente la perdita dei chili di troppo.

Tuttavia, questo regime non è per tutti. Scopriamo insieme in cosa consiste la dieta del digiuno intermittente e in quali casi può servire.

Le diverse tipologie di digiuno

Esistono vari tipi di digiuno intermittente, e il consiglio è di chiedere al proprio medico quale può essere il più adatto al proprio corpo, in modo da poterlo sostenere senza troppi problemi.

Ricorda inoltre che, anche nei momenti in cui si mangia di meno, l’ apporto calorico non deve comunque andare al di sotto delle 300-500 calorie, perché altrimenti la salute ne potrebbe risentire. Insomma, saltare i pasti va bene, purché lo si faccia con criterio.

digiuno intermittente
Esegui il digiuno in maniera corretta, evitando di non scendere troppo con le calorie

Ecco le tipologie di digiuno intermittente più diffuse:

  • Lo schema 16/8: in questa variante si suddivide la giornata in intervalli di 16 ore durante i quali bisogna digiunare, ad altri di 8 ore in cui si può mangiare normalmente. La cosa importante è seguire con attenzione gli orari, magari facendo coincidere le ore di digiuno durante la notte
  • Digiuno a giorni alterni: questo schema, detto anche “Eat Stop Eat”, prevede che si alternino giorni in cui si mangia in modo normale ad altri in cui si assume solo il 25% del proprio fabbisogno calorico
  • Dieta fast: ulteriore variante in cui per due giorni si assumono al massimo 650 calorie, mentre per gli altri cinque non c’è alcuna restrizione. Durante i giorni di digiuno è consigliato consumare alimenti integrali, molta verdura e proteine

Qualunque sia la tipologia di digiuno intermittente che tu scelga, ricorda che devi comunque bere molto per mantenere l’organismo idratato. Alla dieta potrà essere associata anche dell’attività fisica, così da sviluppare la massa muscolare.

Digiuno intermittente: come funziona e i vantaggi

Un regime di digiuno intermittente si basa su un semplice principio: saltando i pasti, si dimagrisce. Evitando di assumere calorie, il fisico infatti è indotto a bruciare la massa grassa, facendo perdere i chili di troppo.

Ma non solo. Una dieta di questo tipo ha il vantaggio di cambiare completamente il metabolismo, modificando l’equilibrio ormonale. In primo luogo migliora la sensibilità insulinica. Degli studi hanno infatti dimostrato che il sovrappeso può interferire sulla capacità di questa sostanza di ridurre i livelli di zucchero nel sangue, favorendo l’accumulo di grassi. Digiunando invece si porta il corpo a produrre meno insulina, facendolo quindi dimagrire.

Il digiuno intermittente inoltre aumenta la secrezione dell’ormone della crescita, rendendo più veloce la sintesi delle proteine e aumentando la massa muscolare a discapito di quella grassa.

digiuno intermittente
Il digiuno intermittente, associato ad un buon allenamento, favorisce l’aumento di massa muscolare

Un regime di questo tipo infine sembra contribuisca ad accelerare il rinnovamento cellulare, riparando i tessuti e dando un generale senso di benessere.

A chi è indicato?

In linea di massima il digiuno intermittente permette di dimagrire, perché permette di diminuire l’apporto calorico, a meno che naturalmente non si esageri nei momenti in cui si può mangiare.

Detto ciò, bisogna ricordare che questa, come tutte le diete, non va improvvisata ma seguita sotto stretto controllo medico. Per seguire un regime dimagrante di questo tipo bisogna inoltre avere una grande disciplina, poiché gli attacchi di fame possono essere frequenti specialmente nei primi giorni.

digiuno intermittente
Durante un digiuno intermittente potrebbe non essere facile mangiare al giusto orario, attenzione!

Questo andrebbe inevitabilmente a vanificare gli sforzi, quindi conviene chiedersi se si è davvero in grado di gestire uno stress di questo tipo. Non potendo mangiare per degli intervalli di tempo ben precisi, bisognerà poi fare i conti con l’impatto che questo avrebbe sulla propria vita sociale. Cosa succederebbe infatti se venissi invitato a pranzo fuori e non potessi toccare cibo?

Esistono infine alcune categorie di persone che dovrebbero evitare un regime dietetico simile, come i diabetici, chi ha malattie cardiovascolari o le donne in gravidanza. Insomma, digiuno intermittente sì, ma solo se riesci a seguirlo con regolarità e sei in buona salute.

Durante un regimo restrittivo come il digiuno intermittente è comunque importante nutrirsi in modo corretto e bilanciato. Sul sito di Nutribees trovi ricette amiche della linea e ricche di ingredienti salutari. Ordina dal nostro menu e effettua il test per scoprire i piatti più adatti a te!

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La vitamina D a cosa serve? – Ecco tutte le sue proprietà

La vitamina D è una vitamina di tipo liposolubile, che si scioglie quindi nei grassi. Ḕ estremamente importante per il nostro corpo, tanto che una sua carenza potrebbe causare alcuni problemi, soprattutto a livello osseo.

 In natura ne esistono due varianti:

  • La Vitamina D2 (o elgocarciferolo), che viene assunta tramite l’alimentazione alimenti
  • La vitamina D3 (o cole calciferolo), che viene invece sintetizzata dal nostro organismo

La prima è presente in piccole quantità in alcuni cibi e si può assumere normalmente attraverso l’alimentazione. Ḕ però soprattutto la vitamina D3 ad essere maggiormente presente nel nostro organismo, in quanto viene assunta grazie all’esposizione alla luce del sole.

Vediamo insieme a cosa serve la vitamina D e perché fa bene.

Vitamina D: quanta ne serve e come assumerla

Prima di scoprire a cosa serve la vitamina D, va detto innanzitutto che il suo fabbisogno giornaliero all’interno nell’organismo varia a seconda dell’età: si passa dalle 400 unità per bambini e adulti fino a 50 anni, alle 600 unità fino ai 70 anni, alle 800 unità per persone più anziane.

Ecco perché banalmente più si invecchia, più è consigliato passare del tempo all’aria aperta. In linea di massima il tempo di esposizione minimo consigliato per assumere ogni giorno il corretto fabbisogno di vitamina D è di 15 minuti.

L’esposizione ai raggi solari è infatti fondamentale per sintetizzare la sostanza, poiché, come si è detto, questa è scarsamente presente in natura.

I cibi che contengono la vitamina D sono:

  • L’olio di fegato di merluzzo
  • Le uova
  • Il latte e i suoi derivati
  • Il pesce marino (salmone, aringhe, sardine)

Oltre a questi, la sostanza è poi presente anche in alcuni funghi selvatici. Nonostante l’assunzione di vitamina D tramite l’alimentazione sia marginale, questa però può dare un contributo nella brutta stagione, quando si tende a stare di più in casa e quindi a esporsi meno ai raggi solari.

Vi sono infine degli integratori, che possono essere presi all’occorrenza per esigenze legate alla crescita o durante la gravidanza e allattamento. Tuttavia, l’esposizione ai raggi solari già da sola dovrebbe garantire la giusta quantità di vitamina D giornaliera.

A cosa serve la vitamina D: le sue funzioni

La vitamina D serve principalmente a mantenere costante il livello di calcio e fosforo nel sangue, regolando il modo in cui questi minerali vengono immagazzinati nel nostro corpo, e impedendo che questi si depositino all’interno di tessuti errati (come arterie, reni e cartilagini delle ossa), cosa che potrebbe provocare gravi patologie.

Questa è una funzione estremamente importante, poiché tra le proprietà del calcio  c’è anche quella di far lavorare correttamente il cuore e i muscoli. La vitamina D insomma ha un ruolo fondamentale per farci stare in salute!

Un’altra sua importante azione è di garantire l’apporto di calcio alle ossa e ai denti, sia durante la crescita che durante l’età adulta. La vitamina D serve perciò al nostro organismo come una sorta di “guardiano” che fa in modo che i sali minerali siano distribuiti correttamente. Ḕ infine ottima per preservare il sistema immunitario e proteggere il corpo dalle infezioni.

vitamina d a cosa serve
La vitamina D è indispensabile per mantenere i denti forti e sani

Piccola curiosità: dal punto di vista biologico è una sostanza non attiva. Una volta introdotta, ha quindi bisogno di un enzima per funzionare all’interno dell’organismo, che nello specifico viene prodotto nel fegato. Per questo motivo spesso non viene considerata una vera e propria vitamina ma viene trattata come un ormone, dato che si comporta in modo simile.

Carenza ed eccesso

Ora che abbiamo visto a cosa serve la vitamina D e quanta ne serve per farci stare bene, due parole su cosa succede se ne assumiamo troppo poca oppure se nel corpo ne circola una quantità eccessiva. La carenza di vitamina D porta ad avere meno calcio nelle ossa che, a lungo andare, può causare l’osteoporosi.

Per questo motivo si consiglia soprattutto alle donne di controllare regolarmente i propri valori di vitamina D attraverso le analisi del sangue, in modo da non avere spiacevoli conseguenze in età avanzata. Avere una carenza di vitamina D può inoltre rendere i denti meno forti e favorire l’insorgere della carie.

Un eccesso di vitamina D si verifica invece quando per un malfunzionamento il corpo ne assorbe troppa. Se questo accade si deposita troppo calcio nei tessuti, con problemi soprattutto ai reni. In questo caso bisogna quindi intervenire consumando meno cibi ricchi di calcio.

Nutribees ti propone diversi piatti perfetti per integrare la vitamina D a tavola, specialmente ora che è inverno. Prova dal nostro menu le ricette di pesce come il Salmone con filetti di carote e salsa al curry: ricco di gusto e ben bilanciato!

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Dieta per diabetici – Cosa è meglio mangiare?

Il diabete è una patologia cronica che riguarda il metabolismo. Questa consiste in un aumento di glucosio nel sangue (iperglicemia), a causa dell’incapacità dell’organismo di produrre l’insulina, sostanza responsabile dell’assorbimento degli zuccheri. Un’adeguata dieta per diabetici è il primo modo per tenere sotto controllo la patologia ed evitare i picchi di glicemia.

Tra le cause che favoriscono l’insorgere del diabete vi sono infatti

  • Sovrappeso e obesità
  • Un’alimentazione poco bilanciata, ricca di zuccheri semplici e grassi saturi

Vediamo come impostare correttamente una dieta per diabetici, quali cibi è meglio assumere e cosa invece va evitato. Se hai bisogno di seguire una dieta per diabetici e non sai cosa mangiare, puoi compilare il nostro test nutrizionale gratuito: ti verranno consigliati tutti i piatti adatti alle tue esigenze e alla patologia.

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Dieta per diabetici: regole generali

Contrariamente a quanto si possa pensare, un regime dietetico per il diabete non è particolarmente restrittivo, in quanto l’apporto calorico deve essere uguale a quello di una persona non diabetica. L’importante è però non eccedere con le quantità di carboidrati e studiare attentamente le combinazioni tra gli alimenti.

La dieta naturalmente andrà seguita sotto stretto controllo medico, che indicherà quali sono gli alimenti più appropriati in base all’età, il peso e lo stile di vita. In linea di massima un regime alimentare per il diabete si propone di raggiungere tre obiettivi fondamentali:

  • Tenere sotto controllo il livello di zuccheri nel sangue
  • Mantenere il peso corporeo (ed eventualmente eliminare i chili in eccesso)
  • Prevenire i rischi di tipo cardiovascolare (che possono insorgere come conseguenza del diabete)
dieta per diabetici
Se soffri di diabete, tieni sempre controllata la glicemia

Per quanto riguarda la ripartizione delle calorie tra le categorie di alimenti, in una dieta per diabetici i carboidrati non dovranno superare il 50-55% del totale. Vanno privilegiati inoltre gli zuccheri complessi rispetto a quelli semplici. Per rallentare ulteriormente l’assorbimento dei carboidrati, vanno poi consumate parecchie fibre, utili anche per tenere a freno il colesterolo.

Le restanti calorie dovranno provenire per il 15-20% da proteine e per il 25-30% da grassi di origine vegetale. Non dovrà infine mancare un adeguato apporto di sali minerali e vitamine.

L’indice glicemico

In un’adeguata dieta per diabetici, è importante tenere sotto controllo l’indice glicemico degli alimenti, così da evitare che nel sangue circolino troppi zuccheri.

L’indice glicemico è un valore percentuale: indica di quanto aumenta la glicemia consumando una porzione di un certo alimento rispetto a una pari quantità di glucosio o pane bianco. Questi ultimi vengono presi come termine di paragone in quanto hanno un alto indice glicemico.

Se poniamo ad esempio l’indice glicemico del pane uguale a 100, quello delle mele è pari circa al 50%, quindi la metà. La pasta ha invece una percentuale del 65%, mentre i fagioli del 60%.

dieta per diabetici
Il grafico degli alimenti per Indice Glicemico

L’indice glicemico tuttavia non va visto in senso assoluto, ma sempre in relazione ad altri fattori come il contenuto di grassi e proteine e il tipo di cottura di un alimento.

Dieta per diabetici: i cibi consigliati

La dieta per diabetici pone particolare attenzione alla scelta dei cibi che vengono consumati, e va presa come un vero e proprio strumento per curare la patologia. In linea di massima, il regime alimentare più indicato è quello proposto dalla dieta mediterranea; questo tuttavia avrà bisogno di alcune modifiche privilegiando cibi con un basso indice glicemico.

Ecco gli alimenti consigliati:

Frutta, ortaggi e legumi

Per cominciare va consumata molta verdura e frutta, ricche di fibre idrosolubili. In particolare vanno bene carciofi, pomodori, arance e alcuni tuberi come il topinambur. Almeno tre volte a settimana sono poi indicati i legumi, come fagioli, piselli e lenticchie.

dieta per diabetici
I legumi sono ricchi di fibre, che rallentano l’assorbimento del glucosio nel sangue

Cereali integrali

I carboidrati vanno comunque assunti, ma è meglio preferire pasta e pane integrali, perché il loro contenuto in fibre è fondamentale per ridurre l’assorbimento degli zuccheri. Anche il riso può andare bene, ma con moderazione. Nel menù di Nutribees trovi tantissime ricette con cereali integrali e basso indice glicemico: dai un’occhiata, cliccando qui sotto!

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Proteine

Per quanto riguarda le proteine animali, sono indicate soprattutto le carni bianche e il pesce azzurro. Quest’ultimo in particolare contiene acidi grassi Omega 3, utili a mantenere sotto controllo il colesterolo.

Grassi vegetali

Come condimento è ottimo l’olio di oliva, di cui è stata dimostrata l’efficacia nell’abbassare il livello di glucosio nel sangue. Vanno invece evitati i condimenti di origine animale come il burro o lo strutto, poiché contengono grassi saturi.

Consigli aggiuntivi

In una dieta per diabetici è consigliato infine l’uso in cucina di alcune piante officinali (rosmarino e origano) e spezie (curcuma e cannella), perché contengono sostanze utili ad evitare i picchi di glicemia. Da evitare infine merendine, cracker, e biscotti, dato che quasi sempre contengono grassi idrogenati.

Su Nutribees troverai ricette indicate a una dieta per diabetici come ad altre esigenze alimentari. Prova dal nostro menu il Tacchino arrosto con carote e cavolfiori o i Bocconcini di Spada con caponatina di verdure: sono salutari e poveri di carboidrati!